don Domenico MADONNA
INCARICATO
MISSIONI E VOCAZIONI

Risiede nella Comunità Salesiana di Potenza
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BOZZA DOCUMENTO 1
PROGETTO GOLFO

Castellammare di Stabia - Napoli D. Bosco - Napoli "Rione Amicizia"
Portici -Torre Annunziata


O. PREMESSA

L'oratorio di Valdocco…
L'oratorio casa che accoglie…
L'oratorio oltre i cancelli…
L'animazione e la presenza sul territorio…
La tradizione del "Don Bosco" di Napoli…e non solo…
Capitolo ispettoriale 2001: cap. 7, 3.3…


1. ALCUNE CONSIDERAZIONI

Le esigenze del territorio sono enormemente cresciute: sempre più le Istituzioni
(tribunale per i minori, servizi .soc. …) chiedono interventi con strutture diversificate, a dimensione familiare, e le leggi prevedono il finanziamento economico di attività di vario genere (vedi Progetti…).

La politica assistenziale oggi cambia volto e nelle nuove realtà si privilegiano non tanto le antiche e complesse forme (collegi, semiconvitti, grosse strutture), ma strutture agili e leggere: agili come numero di accolti; leggere come struttura edilizia.

Cresce la sensibilità a questo problema anche nelle nostre Comunità. Anche la Famiglia Salesiana è sensibile al discorso.

I Capitoli ispettoriali hanno spesso richiamato l'attenzione su questo problema e addirittura si è parlato a volte di un Progetto del Golfo (!).

Il volontariato in tutte le sue forme va crescendo, con la conseguenza che si possono trovare, più facilmente che nel passato, forme di collaborazione: e questo avviene più per piccole strutture, che non per grossi complessi.

Il Don Bosco di Napoli ha problemi di vario genere: economici, educativi (per l'alta
concentrazione di minori accolti). Si va rivedendo da tempo il Progetto e si parla sempre più spesso di "Centro" ( = punto di convergenza).


2. TIPOLOGIE DI INTERVENTI


La presenza sul territorio per un servizio verso i minori a rischio in questi ultimi anni privilegia questi tre tipi di interventi:

Centri residenziali: comunità famiglia o alloggio (8 - 10 minori):

Centri diurni convenzionati con i comuni;

Progetti a tempo breve o medio che vedono l'oratorio protagonista di interventi a favore di minori presenti nel proprio territorio (legge 216/91; 285/97; 328/00; D.A.S.; fondi europei);


3. STRUTTURA ORGANIZZATIVA.

Consiglio del Golfo

Il primo punto di riferimento, dopo ovviamente l'Ispettore e il suo Consiglio, è il Consiglio del "Progetto Golfo" presieduto dal Direttore del Centro Don Bosco e formato dai Direttori, Incaricati di Oratorio e da un laico per Comunità.
Ha il compito di:
- studiare le esigenze dei territori;
- dare indicazioni "politiche" dei tipi di intervento da svolgere;

Centro don Bosco

Il Centro Don Bosco di Napoli ha un ruolo di coordinamento - elaborazione.
Si tratta di pensare a strutture diversificate e decentrate, ma "centralizzate" per un certo verso:
- unite tra loro per alcuni servizi,
- agili e leggere,
- diversificate per tipologie ed età dei minori accolti
- non tutte con la formula residenziale.
La Regione "salesiana" (da Napoli a Castellammare di Stabia) geograficamente non è molto estesa e questo favorisce il coordinamento.

Il centro Don Bosco di Napoli oltre ad avere il ruolo del coordinamento ed elaborazione di progetti attraverso la sua equipe; è: il "centro di prima accoglienza" per i minori accolti in forma residenziale e la sede di una comunità alloggio.

L'equipe del Centro Don Bosco è formata da:

I) Direttore salesiano (che è anche Direttore della comunità del "Don Bosco" e incaricato del settore emarginazione):

- Garantisce l'unità degli interventi del progetto;
- Cura in modo particolare le relazioni esterne (convegni, stampa…);
- Sensibilizza gli SDB e il territorio alle tematiche dei minori a rischio;

II) Ass. Sociale o pedagogista:

- elabora relazioni per i Servizi Sociali
- progetta itinerari educativi

III) Amministratore:

- stipula convenzioni e resoconti corrispettivi

IV) Progettista:

- ricerca e stesura di progetti

Le comunità periferiche:

- Le comunità periferiche hanno il compito della gestione educativa ordinaria della comunità di accoglienza, dei centri diurni e dei progetti.

 

Alcuni problemi

I) Personale:

- importanza del Centro Don Bosco di Napoli per il ruolo che deve svolgere
- Incaricati d'oratorio disponibili e competenti ad un discorso d'apertura al territorio

II) Comunità famiglia o alloggio:

- Napoli "Don Bosco", Portici e Torre Annunziata sembrano le case più indicate, occorre un'indagine di mercato

III) Economia:

- settore progetti in dipendenza tra le varie case
- comunità famiglia: preventivare i costi della ristrutturazione degli ambienti
- comunità famiglia: stipula di convenzione tra Centro don Bosco e casa salesiana



Naturalmente le condizioni previe e successive sono tante: prima tra tutte, coinvolgere le CEP locali. E poi: studio dell'ambiente-territorio; coinvolgimento di laici e volontari; impegno di qualche salesiano ad hoc; Ispettoria d'accordo; coinvolgimento della PG ispettoriale; realizzazione progressiva di queste strutture locali; studio di un progetto comune; adattamento di alcuni ambienti in qualche nostra Opera…
Ma insomma, pare che la spesa vale la candela!


Torre Annunziata 18/10/2001
d.Antonio Carbone


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aggiornato al 19 Novembre, 2005
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