MARZO 2001 SOMMARIO
 

Lettera dell'ISPETTORE

RETTOR MAGGIORE
Intervista (mmaginaria) al Rettor Maggiore
Consiglio ispettoriale - Notizie flash

CAPITOLO ISPETTORIALE
Capitolo ispettoriale 2001

SPIRITUALITA'
MARTIRI SALESIANI
Valenza- Barcellona (1936-1938) Roma 12 Marzo2001
PER COMPAGNO UN SANTO Felix Vivet nel ricordo di Don Nannola

STORIA SALESIANA
Un lavoro prezioso e ponderoso

PASTORALE GIOVANILE
Esperienze di pastorale giovanile
COSPES - Assemblea Ordinaria
PGS - Assemblea Nazionale
Nuova Legge sul Servizio Civile Volontario
La nuova legge sulle associazioni di promozione sociale
Unione Europea Scambi Giovanili

COMUNICAZIONE
Salesiani d'Italia On Line
Vidimus Dominum - Il sito della vita consacrata
Assemblea Nazionale CGS - Verso il Nuovo Millennio
Attenzione ai media e carità educativa
Chiesa e Comunicazione

DALLE CASE
Don Guido Lemma missione italiana a Dortmund
BRINDISI - Una festa occasione per educare
CASERTA - Informagiovani & Orientamento
CORIGLIANO C. Quando i rituali collettivi non esistono più
Camminata Don Bosco
FOGGIA - Villaggio Don Bosco
NAPOLI VOMERO -CENTANNINSIEME
MANDURIA - Salesiani in festa per Don Bosco
PACOGNANO - Per aiutare le nuove generazioni
POTENZA - Una cooperatrice festeggia 102 anni

 

 


LETTERA DELL'ISPETTORE

 
 

Carissimi,

il 21 febbraio u.s. si è conclusa la prima sessione del Capitolo Ispettoriale.

Tutti i Capitolari hanno avvertito l'importanza di tale riunione, perché hanno sentito vicino non solo i Confratelli e le Comunità che rappresentavano, ma anche tutti i giovani e i laici che sono presenti nelle nostre Opere.
I vari gruppi della Famiglia Salesiana hanno inviato i loro messaggi di auguri e condividono con noi nella preghiera questo momento di riflessione di tutta la nostra Ispettoria.

Una presenza particolarmente significativa è stata quella di alcuni osservatori invitati espressamente: vi erano dei giovani, uno per regione, che rappresentavano tutti i giovani e anche dei giovani confratelli in formazione.
La loro presenza è stata voluta perché portino il loro contributo su come vedono la Comunità Salesiana, su cosa si aspettano da essa.

Nella prima sessione è stato presentato tutto il materiale che è pervenuto dalle Comunità ed è stato predisposto l'iter del documento da approntare e le commissioni di studio.

Alcune considerazioni.

  • Il materiale pervenuto va rimandato nelle Comunità per un ulteriore approfondimento e arricchimento: infatti, sono un buon numero le comunità che ancora non hanno completato la riflessione al loro interno.

  • Conviene tener presente il metodo del discernimento che ci è stato suggerito in ACG n. 372: si vogliono indicazioni concrete, suggerimenti pratici, non tanto definire una dottrina della vita in Comunità, avendo già numerosi e più che esaurienti documenti del Magistero Ecclesiale e Salesiano in merito.

  • E' importante che le Comunità facciano inoltre una verifica in sede locale delle deliberazioni dei Capitoli Ispettoriali del '92, '95, '98: il verificare le numerose delibere di questi Capitoli ci spinge a valutare quanto cammino ha fatto l'Ispettoria e quanto resta da farne.

  • Infine, suggerirei una riflessione sulla relazione sullo stato dell'Ispettoria che ho presentato al Capitolo: ho voluto mettere in evidenza quelle problematiche che mi sembrano più urgenti e desidero, nello spirito del discernimento, avere dei contributi da parte di tutti per meglio rispondere alle varie urgenze.

Il lavoro delle Commissioni, nell'intersessione, è fondamentale per la buona riuscita di un Capitolo: c'è maggior facilità di confronto, è una valida occasione di formazione e di crescita.
Invito tutti a accompagnare con la preghiera questo lavoro e a far pervenire ai diretti responsabili tutti i contributi che riterranno opportuni.
Maria Ausiliatrice ci assista con la sua materna protezione.

Napoli, 25 marzo 2001 Annunciazione di Maria


L'Ispettore
Sac. Francesco Gallone

 

 
ritorna all'indice

RETTOR MAGGIORE

Intervista (mmaginaria) al Rettor Maggiore
Consiglio ispettoriale - Notizie flash



 

ritorna al Sommario


INTERVISTA AL RETTOR MAGGIORE

Carissimo Padre, la ringraziamo perché ha voluto ritagliare, dal suo prezioso tempo uno spazio per noi. Siamo sicuri che questo suo contributo farà tanto bene a tutti noi .

1) E' ottimista o pessimista riguardo al nuovo millennio?

Ottimista. Don Bosco era consapevole del male e mai ingenuo di fronte ad esso, era fiducioso nell'azione di Dio e nel cuore degli uomini: Sapeva di non trovarsi in paradiso né in un inferno ma semplicemente sulla terra, creata dalla bontà di Dio, fecondata dal sangue di Cristo e illuminata con la Resurrezione: era la visione di uno che viveva in questo mondo come se vedesse l'invisibile. E' pure il nostro sguardo sul secolo che si apre.

2) Qual'è secondo Lei il ruolo dei Cristiani

"Belli sono i piedi di coloro che portano un lieto annunzio" : è una espressione del Profeta Isaia.
La persona che ci porta una notizia liberante ci appare stupenda, provvidenziale : resta indimenticabile. Un lieto annunzio non è allettante solo riceverlo, ma è meraviglioso anche darlo. Soprattutto quando il destinatario ci è caro e quando quello che annunciamo interessa tutti e due. Evangelizzare è portare una lieta notizia: il trionfo della vita sulla morte per Gesù Cristo. Quante situazioni personali e sociali può illuminare e cambiare questo dato singolare della storia umana! Dio è con noi e per noi: vuole la nostra dignità e felicità. Questo è ancora oggi il compito dei cristiani.

3) Siamo in tempi in cui bisogna lavorare e... " Non lasciarci mai sfuggire l'occasione che il Signore ci offre di fare del bene" come diceva Don Bosco?

L'amore deve essere sollecito e tempestivo. Questo divenne quasi un principio nello stile di amare di Don Bosco : dimostrare l'amore subito e con il gesto più efficace possibile al momento, aggiungendo anche la parola che raggiunge il cuore. Fu tipico di lui prima realizzare e poi raccontare, prima portare a maturità le iniziative e poi descriverne una possibile teoria. Secondo Don Bosco è meglio accendere un fiammifero che maledire le tenebre o fame un trattato. E tempo e il mondo sono pieni di opportunità di bene e l'amore ha l'occhio pronto per scorgerle.

4) La Famiglia Salesiana deve, dunque portare speranza darne ragione con la propria esperienza ?

La speranza non è una virtù facile. La vita, nel mondo attuale, la mette a dura prova. Ne dice qualche cosa il moltiplicarsi dei suicidi giovanili. L'esito negativo può essere non solo la rinuncia alla vita, ma anche le "speranze corte " La mancanza di speranza rende buia la vita, ma soprattutto taglia le ali all'azione solidale ed ai progetti di vasto respiro. La famiglia salesiana è chiamata oggi a portare speranza e a darne ragione con la propria esperienza. La offre ai singoli, la diffonde nell'ambiente, la getta su grandi progetti. Dove appaiono segni di una cultura di morte, rinunciataria delle gioie e delle responsabilità della vita, testimonia la verità della parola di Gesù: " La vostra gioia nessuno ve la toglierà" (Gv 16.23).
5) In conclusione "la carità e la dolcezza di S. F. di Sales mi guideranno ogni giorno" scrisse Don Bosco. Pensa che questo sia un criterio che può orientare, oggi la nostra vita di famiglia?

Legato a questo c'era la capacità di amicizia amico del fratello Giuseppe, con il quale sparti trattenimenti e confidenze, amico dei ragazzi della borgata, per i quali raccontava storie e preparava trattenimenti; amico dei compagni di scuola con i quali fondò la società della allegria, amico del collega Comollo, con cui stabilì un patto contro la morte; amico di ragazzi ebrei discriminati; e più tardi, di ecclesiastici, scrittori, politici. Aggiungiamo la compassione o la tenerezza: un cuore incapace di passare indifferente di fronte alle sofferenze.
Don Bosco convoca la sua famiglia ad intraprendere coraggiosamente opere; ma anche ad essere, nel quotidiano, segno di quella umanità che si è manifestata in Cristo.

Grazie di cuore il Signore la custodisca nel suo amore

IL MATERIALE PER LE RISPOSTE E' TRATTO DAI BOLLETTINI SALESIANI GENNAIO-FEBBRAIO-MARZO-APRILE 2000

ritorna all'indice


 

CONSIGLIO ISPETTORIALE - NOTIZIE FLASH

La "rubrica" riscalda di nuovo i motori… La marcia è già ben avviata.
Il Consiglio Ispettoriale riprende nel 2000 il cammino con un CALENDARIO già ben definito: Incontri frequenti, argomenti vitali per l'intera Ispettoria, largo spazio a tutti i Consiglieri per un contributo di Formazione e di crescita.

Un GRAZIE sincero e fraterno ai validissimi Don Gaetano D'Andola e a Don Pasquale Martino per la presenza e il lavoro inesauribile; un BENVENUTO a Don Pasquale Cristiani e a Don Antonio Autiero.

… Si era rimasti…
L'anno 2000, allo sprint finale, annota ben 5 CONSIGLI ISPETTORIALI. Eccone la successione:

· Napoli: 18 settembre… Dalle 9,30 alle 18,00, anzi oltre!
· Cerignola: 16 ottobre… Dalle 16,00 alle 18,30, anzi moltissimo oltre!
· Napoli: 30 ottobre… Dalle 9,30 alle 18,00, anzi alquanto oltre!
· Napoli: 20 novembre… Dalle 9,30 alle 18,30, anzi sempre più oltre!
· Napoli: 4 dicembre… Dalle 9,30 alle 18,00 anzi oltre, oltre, oltre!

Consiglieri Ispettoriali, vicini o lontani, sempre quasi tutti puntuali, in buona salute, con cervelli freschi ed efficienti, tutti molto… ostili alla sonnolenza!

Domanda legittima: "Prima e dopo il pranzo -ahi, certi pranzi! - cosa s'è combinato?". Lo si evince dalla sequenza di alcuni temi all' O.D.G.:

  • Deliberazioni dei Capitoli Ispettoriali '92, '95 e '98: "Quali i punti non attuati o particolarmente bisognosi di attenzione?".
  • Capitolo Ispettoriale 2001: spunti e suggerimenti sull'impostazione generale della RELAZIONE SULLO STATO DELL'ISPETTORIA.
    • Nuova edizione del "Notiziario Ispettoriale"; rinnovamento affidato a Don Roberto Guarino.
    • "Per un cammino sereno, rispettoso e fraterno con le FMA. del nostro Sud".
    • "Faro" di riferimento Ispettoriale: l'ultimo Documento del Dicastero per la P.G.
    • "Prospettive del CNOS- FAP Regione Puglia e della FP. per l'Ispettoria".
    • "Importante DOCUMENTO CISI. per la FORMAZIONE: "Maturità affettiva e Vita Consacrata".
    • Oggettiva ed attenta valutazione delle "Programmazioni Annuali delle Comunità e dei Consigli della CEP.".

Tali argomenti hanno avuto larga risonanza già in molte Comunità mercè delicate "spallate" d'incoraggiamento offerte personalmente ad ogni Casa dall'infaticabile SIG. ISPETTORE, dal macinachilometri DON LELLO JEVA e dal frenetico DON PASQUALE CRISTIANI.

Sac. Antonio Autiero

 

ritorna all'indice


CAPITOLO ISPETTORIALE - CI 2001

Capitolo ispettoriale 2001 - La scelta educativa per il Meridione

ritorna al sommario

 


 

LA SCELTA EDUCATIVA PER IL MERIDIONE

Si è aperto domenica 18 febbraio a Pacognano di Vico Equense il Capitolo interprovinciale (o ispetto-riale) dei Salesiani dell'Ita-lia meridionale. Il Capitolo è la riunione triennale che vede i rappre-sentanti dei circa 300 Sale-siani del Sud impegnati a riflettere sul senso e sulle modalità della loro presen-za nelle nostre zone. I Salesiani della Ispettoria, infat-ti, hanno la sede centrale a Napoli e sono presenti in Campania, in Calabria, in Puglia, in Basilicata, in Al-bania, e fino a qualche an-no fa anche in Madagascar: il Madagascar è diventato adesso provincia autonoma. Sono 33 le Opere Salesiane nel Meridione e vanno dal-le parrocchie agli oratori, dalle scuole di ogni tipo ai corsi professionali, dalle comunità di accoglienza per ragazzi e giovani in dif-ficoltà alle Case di forma-zione dei futuri salesiani, dalla presenza in Albania (due grandi Opere con par-rocchie, oratori, scuole pro-fessionali, centri missiona-ri ... ) a servizi di vario ge-nere nella comunicazione sociale, nell'animazione missionario, nell'associa-zionismo sportivo e cultu-rale. Anche nella nostra Dio-cesi sono presenti con tre opere a Napoli (al Vomero una grande scuola, parroc-chia, oratorio; alla Doga-nella con il Centro sociale a servizio dei ragazzi in difficoltà; al Rione Amicizia con una parrocchia e un oratorio) e a Portici con una parrocchia e un orato-rio. Vicino e insieme ai Sa-lesiani operano centinaia di laici, fortemente presenti nelle strutture salesiane: di-fatti, Salesiani e Laici, at-traverso le Comunità edu-cativo-pastorali, animano le varie presenze, spazzando via la vecchia concezione per cui erano solo i Reli-giosi a gestire le Opere. Abbiamo rivolto alcune domande a don Gennaro Comite, direttore del Don Bosco di Napoli e Regola-tore del Capitolo. Qual è il problema più vivo che sentono i Salesia-ni nel Sud? "Eredi di un carisma, il carisma di Don Bosco, svi-luppatosi 150 anni fa, che ci ha voluto a servizio dei giovani, soprattutto dei gio-vani più bisognosi, noi oggi ci chiediamo come possiamo essere significativi col nostro specifico nella Chie-sa e nel territorio del Sud Italia. Sono tante le esigen-ze e le richieste di interven-to: si tratta di qualificarsi da una parte e di fare delle scelte dall'altra, per non vanificare il carisma". Che cosa possono dare i Salesiani al nostro Sud? "Le varie Congregazio-ni sono nella Chiesa segni variegati dell'attenzione di Dio per il suo popolo. Lo Spirito ha suscitato Don Bosco quale "padre e mae-stro della gioventù", come lo chiama Giovanni Paolo II. La questione "giovani" è particolarmente viva nel Sud: dalla scuola alla for-mazione professionale; dal tempo libero al lavoro; dall'impegno politico all'inserimento ecclesiale, i giovani costituiscono oggi "il problema" nel senso più bello e più impegnativo del termine. Ecco il senso della scelta educativa che è pro-pria dei Salesiani". Che cosa significa scel-ta educativa? "Giovanni Paolo II, in occasione del centenario, della morte dei nostro Fon-datore, rivolgendosi a tutta la Chiesa, ha detto: "La Chiesa si sente interpellata oggi dalla domanda educa-tiva". Che cosa significa questo? Innanzi tutto che la Chiesa deve vedere gli interventi educativi come parte integrante della sua missione. Una evangelizza-zione che non educhi l'uo-mo, è una evangelizzazione a metà. Gli episodi di que-sti giorni che si riferiscono ai giovani, e di cui parla anche il nostro giornale, ci riportano alla questione educativa quanto mai ne-cessaria anche nelle nostre zone: la Chiesa non può stare a guardare mentre il giovane muore. E nel Sud non si muore solo di pisto-lettate". Che senso ha parlare oggi di Oratorio (il vostro specifico) nelle nostre zo-ne? " Il termine è forse un po' ottocentesco, ma, cosa strana, anche i giovani non lo vogliono cambiare. Per loro l'oratorio è tutto: è parrocchia di chi non va in parrocchia (intesa come struttura ecclesiale tradizio-nale); è scuola di formazio-ne e di vita; è casa di accoglienza dove si incontrano adulti disposti a condivide-re un certo cammino e si costruisce una vera fami-glia; è spazio concreto dove si trovano compagni di gio-co e di amicizia, in queste nostre zone dove c'è solo la strada come luogo di aggre-gazione. Il cammino di fe-de, allora, ha una particola-re caratterizzazione, quella che ha prodotto, al tempo di Don Bosco e oggi, Santi da altare, come Domenico Savio, e martiri dei campi di concentramento, come cinque giovani polacchi beatificati da Giovanni Paolo II". Il Capitolo dei Salesiani del Sud continuerà nei prossimi mesi, fino alla fi-ne giugno, attraverso riu-nioni di zona, per studiare i vari problemi e proporre le soluzioni più adeguate per essere presenti nelle Regio-ni meridionali, in modo nuovo e creativo, con lo spirito e la passione di Don Bosco.

ritorna all'indice


SPIRITUALITA'

PER COMPAGNO UN SANTO - Felix Vivet nel ricordo di Don Nannola

ritorna al sommario


 

PER COMPAGNO UN SANTO
Felix Vivet nel ricordo di Don Nannola

Fra i trentadue Martiri Spagnoli Salesiani, che il Papa beatificherà il prossimo 11 Marzo 2001, c'è il ch. Felix Vivet, che fu mio compagno di studio negli anni 1934 - 1936. Entrambi frequentavamo i corsi di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Le circostanze contribuirono a far crescere e rinsaldare la nostra amicizia. Nello studio camerale del nostro istituto del S.Cuore ci furono assegnati due banchi adiacenti; ogni giorno dovevamo recarci all' Università per seguire le lezioni, sempre al mattino e spesso anche al pomeriggio. La tradizione esigeva che si andasse a due a due, bini bini , ed io ebbi come compagno Vivet. Uno spettacolo ordinario allora vedere giovani studenti religiosi in abito talare sfilare per le strade dell'Urbe diretti alle varie Università ecclesiastiche della città. Solo noi salesiani residenti a via Marsala, eravamo circa 140; noi vestivamo di nero, quelli del collegio tedesco vestivano di rosso; ogni collegio aveva la sua divisa. Il percorso da via Marsala, presso la stazione Termini, alla Gregoriana in piazza della Libertà Presso la piazza dei Santi Apostoli, era di circa 20 minuti. Noi due, io e Felix, occupavamo il tempo del cammino parlando delle lezioni del giorno, dei professori, della vita quotidiana, dei nostri compagni, dei fatti del giorno, ma mai di politica .Quest'argomento era escluso di proposito. Vivet era un giovane intelligente ed intuitivo, sempre calmo, sempre allegro e scanzonato, sempre dolce; si chiamava Felix ed aveva un carattere felice, che faceva onore al suo nome. In due anni non ricordo mai un bisticcio, né un alterco. Ci sforzavamo di essere operatori di pace, come vuole il Vangelo, per meritare la beatitudine del Figlio di Dio.
A metà Luglio del 1936 terminavamo entrambi gli esami del secondo anno, cioè di baccalaureato . Felix ritornò al S.Cuore entusiasta dell'esito dei suoi esami e, attorniato dai compagni, raccontava l'andamento dell'esame, i nomi degli esaminatori e le domande fattegli. Pensava di partire per la Spagna qualche giorno dopo, ma un gruppo degli amici spagnoli lo sollecitò ripetutamente a partire con loro la sera stessa; egli resisteva perché non avrebbe avuto tempo sufficiente per prepararsi al viaggio, ma i compagni insistettero tanto che lui si affrettò al massimo e partì con loro. Arrivo in Spagna pochi giorni prima che scoppiasse la feroce rivoluzione, il grande "movimento".
All'inizio dell'anno scolastico successivo sapemmo subito che il chierico spagnolo Javier Bordes, studente della facoltà di Filosofia nella stessa nostra Università era stato ucciso durante le vacanze, ma nulla sapemmo del nostro Vivet e questo per parecchi mesi. Il ch. Javier Bordes è un altro dei 32 Beati Martiri. Finalmente conoscemmo la tristissima notizia, da tanti prevista, che anche il nostro carissimo dolce compagno Felix era stato vittima della crudele rivoluzione e ne piangemmo nella preghiera la scomparsa. Da parte mia il ricordo dell'amico mi ha accompagnato, e mi accompagna ancora, per tutta la vita, e sono già passati 64 anni. Intanto i nomi di Vivet e di Bordes erano stati inclusi nell'elenco dei 95 nostri Martiri, di cui era stato avviato il processo canonico di martirio. Se ne conoscevano i nomi, ma non si avevano altre notizie né sulla loro vita né sulla loro passione che era sfociata nel dono del martirio. Nel 1965 partecipando al Capitolo Generale della Congregazione, il primo celebrato a Roma, chiesi notizie sulla morte di Vivet all'Ispettore Salesiano Don Diaz di Sevilla ed egli mi inviò un libro assai commuovente, nel quale sono narrate le vicende del loro martirio. ( Bordeus Amades- Lauros y palmas_-Barcellona Sarrià 1950_-350p ) . Finalmente potevo conoscere le vicende del glorioso martirio dei martiri da me conosciuti Felix Vivet e Javier Bordes. Credo necessario riportare qui, dal libro del Bordes, solo l'ultimo atto della tragedia che ha condotto Vivet ad affrontare il grande dono di Dio del suo martirio.
* I miliziani si recarono alla casa paterna di Vivet, dove egli trascorreva qualche giorno di vacanza dopo le fatiche di un anno di studio; prelevarono lui, il padre e il fratello maggiore, entrambi questi nell'Azione Cattolica. La mamma voleva andare insieme con i suoi, ma i miliziani la ricacciarono violentemente indietro. Il padre non disse una parola, per il grande dolore, che riuscì a paralizzargli la lingua. I figli dall'auto salutarono: "Addio mamma, arrivederci in paradiso, arrivederci in cielo". La madre impazzita correva dietro nel tentativo di raggiungerli, mentre gridava "Ammazzate anche me assassini ! ". Ma le sue forze non ressero e cadde a terra svenuta. La raccolsero i vicini e la portarono a casa, mentre l'auto della morte seguiva la sua corsa verso Collblanch. Arrivati a un certo punto, nelle vicinanze di Pedralbes, obbligarono il padre e i due figli a scendere. Appena a terra i tre si abbracciarono strettamente e così ricevettero la scarica fatale. *
Ho atteso per lunghissimi anni l'esito della causa del martirio del compagno Santo. L'attesa si è trasformata in indicibile gioia quando l' "Osservatore Romano" del 20 Dicembre 1999 annunciava il riconoscimento del "Martirio dei Servi di Dio Giuseppe Calasanz Marques e 31 Compagni della Società di San Francesco di Sales, uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa della Seconda Repubblica Spagnola (1936). Nei 31 erano compresi Felix Vivet e Javier Bordes.
Un Compagno Martire! Quale gioia, quale fortezza per me !| A lui la mia preghiera fiduciosa. Carissimo compagno Felix ricorda a Gesù e a Maria Ausiliatrice il tuo antico compagno di studio.

12/11/2000

Nicola Nannola

 

ritorna all'indice


STORIA SALESIANA

Un lavoro prezioso e ponderoso

ritorna al sommario


 

UN LAVORO PREZIOSO E PONDEROSO

E' quello che ha compiuto d. Francesco (Franco) Casella dell'Istituto Storico Salesiano - ma nostro per nascita, crescita e formazione - per i tipi della LAS, Roma.
"Il Mezzogiorno d'Italia e le istituzioni educative salesiane. Richieste e fondazioni (1879 - 1922) - Fonti per lo studio".

"Ponderoso "

A) Perché si sviluppa in ben 830 fitte pagine divise in cinque "Parti", oltre l'«introduzione generale».

Le prime tre parti, introdotte ciascuna da un'attenta e versatile presa di conoscenza dell'ambientazione, trattano delle "Richieste di fondazione", praticamente rimaste insoddisfatte, distinte in tre periodi. Rivolte a Don Bosco (1879-1888) ed a Don Rua: fino all'avvento della prima "Ispettoria Napoletana" (1888--1901) e poi fino alla restaurazione della medesima (1902-1922).

La quarta e quinta parte trattano delle "Opere fondate" in prevalenza e rispettivamente nei due periodi di Don Rua. Dalla prima, antesignana ed appena delibata di Brindisi (1879) alla costituzione dell'Ispettoria Napoletana (1902) e da questa data alla riedizione, nel 1922, della Napoletana, abbracciante questa volta tutto il Mezzogiorno continentale d'Italia.

B) Perché il grande numero di documenti di varia importanza ed il loro spessore in generale, nonché l'attenzione con cui sono stati selezionati e proposti, hanno un tutto proprio peso storico ed ambientale.

"Prezioso"

A) Perché, come enunciato nel sottotitolo specificativo, il lavoro offre "Fonti per lo studio" quali basi sicure per chi volesse intraprendere un'esposizione più o meno ampia ed approfondita circa qualcuna delle "istituzioni educative salesiane" del Mezzogiorno d'Italia. Mentre l'autore si attiene strettamente a far conoscere essenzialmente le fonti, salvo qualche necessaria ambientazione, collegamento e proiezione

B) Perché la scelta che l'autore ha fatto di privilegiare l'archivio centrale della Società Salesiana a preferenza di quelli locali delle Opere salesiane sparse nel Mezzogiorno d'Italia, non solo gli permette di attingere alla fonte più ampia e sicura, ma allevia eventuali futuri "storici" periferici dalle onerose e necessarie trasferte a Roma, o, almeno, facilita loro il compito.

C) Perché si tratta di una "monografia nuova per la sua impostazione", come dice lo stesso autore. Cioè abbracciare globalmente gli eventi di un determinato territorio nell'arco di un determinato periodo di tempo. Le pubblicazioni "storiche" salesiane, infatti, sono generalmente circoscritte, riguardo a luoghi e a tempi, ad avvenimenti e commemorazioni particolari, come i vani centenari e simili.

Don Casella, riguardo all'innovatività di sistema della sua monografia, nella nota 38 di pagina 22 esprime che "unici precedenti, ma con impostazione diversa, sono" gli "Annali della Società Salesiana" del Ceria, Tommaso Stile, "I primi venticinque anni dell'ispettoria salesiana napoletana" e Pio del Pezzo, "Don Bosco mette radici in Calabria".
Certamente, oltre a congratularci, dobbiamo lodare e ringraziare il "nostro" d. Franco Casella per il regalo di valore che ha fatto alla Congregazione ed in particolar modo all'Ispettoria Meridionale.
E sembra giusto far seguire a queste espressioni un'esortazione rivolta a tutti i Confratelli; anche ai non "addetti ai lavori".
Prendere talvolta in mano il così ricco "volumaccio" e lasciarsi prendere dalla curiosità di saperne qualcosa in più della Casa in cui ci si trova, o di sapere se è mai stato coinvolto nella dinamica salesiana il proprio luogo di nascita. Oppure di vedere se nell'abbondante indice dei nomi ce n'è qualcuno che dica qualche cosa e sapere perché è citato.
La curiosità può dilatarsi ed indurre a spigolare più abbondantemente, forse anche appassionandosi al gioco.

d. Pío del Pezzo

*Postilla.

Io per mio conto, quale appassionato di cose storiche e curioso di quelle riguardanti la nostra Ispettoria, mi sono regolato così.

Appena avuto il prezioso volume fra le mani ho letto l' "Introduzione Generale" ed ho scorso l' "Indice". Poi ho curiosato un po' qua e un po' là.
Infine la mia attenzione è andata fermandosi su pagine del cui contenuto sapevo già qualcosa, per confrontarmi. E devo dire, con una certa soddisfazione, di aver constatato che le mie informazioni, per quanto incomplete, erano sulla via giusta.
Così mi è anche avvenuto di riscontrare, in confronto a mie già esistenti conoscenze,
alcune inesattezze che desidero rilevare, non in spinto di correzione, ma di complementarietà.
La prima e maggiore che desidero in particolar modo chiarire, non è attribuibile al nostro volume, ma proviene direttamente dalle "Memorie Biografiche". Don Casella, anzi , forse anche inavvertitamente, documenta con precisione il mio chiarimento.
Alla sua pag. 64, attingendo a M.B. 14, 663, il nostro dice che a parlamentare per la richiesta di fondazione a Teano nel 1880 fu "il marchese Dal Pezzo" e ripete ovviamente la stessa dizione del personaggio alle pag. 66 e 69, in narrativa, e alla nota 123 ugualmente di pag. 69.
Io, da parte mia, fin da quando, vario tempo addietro, ho letto la cosa nelle "Memorie" avendo da ragazzo orecchiato in famiglia qualcosa Mi proposito, ho sempre ritenuto che dovesse essere "del Pezzo": Carlo del Pezzo, fratello di mio nonno.
E nella lettera scritta da d. Dalmazzo a Don Bosco il 30 settembre, sempre sullo stesso argomento e dal Casella riportata alla pag. 67 è citato due volte "Marchese Del Pezzo".
Lasciando da parte il "Marchese", che è vanità e che si rapporta, ad usi del tempo, ed anche la lettera "d" maiuscola o minuscola, che è leziosità, in sostanza è accertato che a trattare con Don Bosco fu il mio prozio Carlo del Pezzo.
Nello stesso personaggio ritengo che si debba riconoscere il "Presidente del Pio Monte della Misericordia" in Napoli, col quale nel 1898 "Don Rua trattò personalmente" - come si legge alle pag. 619 e 620 del lavoro di d. Casella -, anche se qui non ho precisa documentazione come per Teano. Mi appello principalmente a quanto in qualche modo ho sentito in famiglia al riguardo.
Ma il nostro volume dà un appiglio quando, sempre riguardo alle trattative per Portici con il Pio Monte nell'anno 1899, alla pag. 621, reca due volte "conte Carlo del Pesco". E' un cognome mai sentito a Napoli, mentre tutto un contesto di cose -tenuto conto anche della possibile difficoltà di chiara lettura di una firma - mi fa ritenere che si tratti sempre di "Carlo del Pezzo".
Lo stesso che nel 1894, qualche Sindaco di Napoli, aveva indirizzato caloroso telegramma a Bartolo Longo in Pompei, in occasione della "Festa Civile" di quell'anno; come io riporto a pag. 147 del mio "Bartolo Longo in dialogo con Don Bosco e Don Rua" (Pontificio Santuario di Pompei - 1999).
Sono stato, forse, troppo indulgente verso un certo orgoglio di famiglia? E sia; ma - lo assicuro - senza alcuna malizia e solo per amore di precisione e verità.

Chiarito ciò a cui tenevo in modo particolare, posso passare ad altre piccole cose, che possono anche essere meri errori di trascrizione o di stampa.
Sarò molto breve, procedendo in ordine di pagne.
Alla pag. 441, trattando dei prodrormi della fondazione di Castellammare viene citata una lettera - che si trova presso l'Archivio Centrale Salesiano - che "il curato di Santa Croce, Andrea Abbate", scrisse a Don Rua, omettendo data e luogo, ma dando come suo recapito Volturino (FG).

Nel terzo volume del mio "Castellammare di Stabia cento anni di salesianità", intitolato "La Casa Salesiana /1, 1890-1922" (pag. 57) mi sono dovuto occupare della cosa, che sembrava presentare delle stranezze.

Il mittente si firma "Andrea Abate Curato Santacroce", che va letto: "Andrea Santacroce Abate Curato", perché in Volturino -come accertato da opportune fonti- fin dalla fondazione, la chiesa-madre è qualificata come "Abatialis Curata" ed il Parroco porta il titolo di "Abate Curato" ed il Santacroce lo fu dal 1875 al 1898.
Alla pag. 528, nel contesto delle vicende dell'Opera di Bova Marina, si cita l' "intraprendenza del direttore salesiano don Luigi Adesso".
Appropriatissima la qualifica di "intraprendenza", ma il direttore era d. Luigi Alessi, per gli amici "don Gigetto".
Alla pag. 697, nella nota 278, Mons. Francesco Pedicini, Arcivescovo di Banì, viene detto nativo di "Fogliano nella Diocesi di Benevento".
Deve essere "Foglianise": infatti vi è stato un altro Mons. Pedicini, Vescovo prima ad Ariano Irpino e poi di Avellino, che il nostro d. Sanchelli - da Foglianise -diceva suo compaesano se non parente. Fogliano, poi, è il Comune di provincia di Gorizia, dove c'è il monumentale Ossario di Redipuglia per i caduti della Guerra '15 '18.
Alla pag. 768, trattando di Gioia dei Marsi, nella narrativa e nella nota 569, il patrono della fondazione viene chiamato "Federico Siniboldi".
Ho avuto molto a che fare (sui documenti) con questo signore e nel mio lavoro su Castellammare - nel secondo volume, dedicato a Don Raffaele Starace - lo cito non so quante volte. E nelle varie fonti l'ho sempre conosciuto come "Federico Sinibaldi".
Capisco che non tocca la sostanza delle cose...
Mi si scusi la lunghezza e la personalizzazione di questo intervento e lo voglio chiudere ripetendo il plauso a d. Franco Casella per il suo "lavoro prezioso e ponderoso".

d . P.d. P.

ritorna all'indice


PASTORALE GIOVANILE

Esperienze di pastorale giovanile
COSPES - Assemblea Ordinaria
CONVEGNO SUGLI ITINERARI PG-MGS
PGS - Assemblea Nazionale

Nuova Legge sul Servizio Civile Volontario
Unione Europea Scambi Giovanili

ritorna al sommario

ESPERIENZE DI PASTORALE GIOVANILE

Sono da alcuni mesi nell'animazione della PG Ispettoriale e sento il bisogno di ringraziare tutti per la collaborazione e soprattutto per la vostra capacita' di condividere gioie e problemi che mi stanno arricchendo ulteriormente nella mia esperienza di Salesiano e Sacerdote.
Approfitto del Notiziario per condividere tre esperienze che mi sembrano tra le più significative fatte in questi mesi: La visita in Albania, il convegno sugli Itinerari di educazione alla fede e la visita alle Comunità insieme all'Ispettore.
E' nei primi giorni di Gennaio che mi sono recato con d.Gianni e l'Ingegnere Danza in Albania per visitare le Comunità di Tirana e Scutari.
Premetto che ero già stato dopo alcuni mesi dal 1° sbarco sulle coste Salentine e che stando a Lecce ero stato con la comunità protagonista della prima accoglienza, con tutti i problemi che facevano mettere le mani nei capelli come si usa dire.
Questa prima esperienza ci aveva stremati nell'incontrare giovani e adulti lontanissimi dalla nostra cultura e difficili da coinvolgere.
Erano sospettosi, dicevano si e facevano no, disabilitati alla
collaborazione, al lavoro; una povertà in tutti i sensi, indescrivibile.
Arrivato in Albania questa seconda volta dopo alcuni anni, mi accorgo
che molto è cambiato. A Tirana un vero Villaggio per giovani, una scuola
professionale, un Oratorio pieno con tante iniziative. A Scutari un gruppo di giovani Aspiranti, con scuola professionale e Oratorio.
Giovani nuovi: ordinati, attenti, desiderosi di imparare. Mentre davo il
Buon giorno, mi sono commosso, e ho pensato al Sogno di D.Bosco.
Ho pensato che questo sogno continua se sappiamo credere e continuare a scommettere. Mi son detto, nel primo impatto, ho creduto poco. Ora dico a me, a voi, continuiamo a scommettere e a credere, a sognare e i miracoli di allora continueranno ancora oggi.
La seconda esperienza che voglio condividere è il Convegno sugli itinerari di educazione alla fede. Tanti Salesiani, FMA e giovani, presi da questi percorsi da rivisitare, reinventare per formare i nostri destinatari. Una vera scuola dove per educare bisogna lasciarsi educare, interpellare, non basta scrivere, bisogna vivere, sperimentare sulla propria pelle.
Compiendo una vera conversione in modo da non essere dei tecnici ma dei maestri della fede nel quotidiano. In questa giornata una buona notte nella quale veniva riportata una ansia del Rettor Maggiore mi ha colpito.
Diceva: Noi continuiamo sempre di più a parlare dei giovani ma stiamo sempre di meno con loro.
L'invito, per aver diritto a parlare dei giovani, è stare con loro, amare quello che amano loro, uscire dai nostri schemi rigidi, chiusi.
La terza esperienza è la visita alla Comunità con il Sig. Ispettore nella quale incontriamo i Salesiani e il Consiglio della CEP.
Constato la ricchezza delle risorse, il tanto lavoro che si fa nonostante i limiti di sistemazioni, di persone.
E' meraviglioso ciò che con il carisma di Don Bosco si compie, e quanto si potrebbe ancora compiere se fossimo più docili all'opera dello Spirito.
La responsabilità che abbiamo, la certezza che è Lui a volere, mi riattiva facendo superare ogni scoraggiamento e difficoltà, continuando a credere nel Da Mihi animos di Don Bosco.
Camminiamo insieme sognando alla Don Bosco e il Signore come allora moltiplicherà il bene, attirando sempre più giovani che diventeranno fecondità vocazionale. Buon lavoro a tutti.

Don Pasquale

 

ritorna all'indice


COSPES - Assemblea Ordinaria

L'Assemblea Ordinaria del COSPES (Centri di Orientamento Scolastico Professionale e Sociale) è convocata per i giorni 23- 25 marzo a Roma in Via Marsala 42, presso la sede CNOS.
Come è tradizione, l'Assemblea COSPES è un momento di studio per gli associati. Due importanti argomenti all'ordine del giorno: il primo consiste in una riflessione, introdotta e coordinata dal Prof. Luigi Calonghi, sul documento di sintesi Verso i Nuovi Curricoli, recentemente elaborato dall'apposita Commissione di studio del Ministero della Pubblica Istruzione.
Seguirà un confronto con i responsabili CIOFS e CNOS della Scuola e della Formazione Professionale, per far emergere e chiarire le attese da parte degli operatori dei due settori relativamente al servizio di orientamento.
Il secondo punto all'ordine del giorno riguarderà l'esame del Progetto di Orientamento in via di elaborazione da parte del COSPES.


Per informazioni: Associazione Nazionale COSPES
P.zza Ateneo Salesiano 1 - 00139 -Roma
Tel. 06.872901 - Fax 06.87290652

 

ritorna all'indice


CONVEGNO SUGLI ITINERARI - PG-MGS
ROMA SALESIANUM


Agire con mentalità da itinerario: può essere questa la affermazione che in sintesi raccoglie il lavoro svolto nel Convegno che si è tenuto a Roma-Salesianum nei giorni 24-26 febbraio e che ha visto radunati 120 responsabili, consacrati e laici, del Movimento Giovanile Salesiano.
La sfida non sembra quella della formulazione scritta e didatticamente corretta di un itinerario educativo, quanto quella di creare mentalità da itinerario negli educatori. Se si supera questa sfida, si attiva una grande occasione di crescita per gli educatori: abilitarli a progettare educativamente, e di conseguenza offrire percorsi di maturazione cristiana idonei ad essere fatti propri dai singoli.
Secondo l'ordine del giorno e il calendario previamente prefissato l'argomento fondamentale del Convegno è stato quello di una revisione e verifica degli itinerari di educazione, ormai patrimonio decennale del Movimento. La verifica, iniziata da oltre un anno, è andata maturando anche con un Seminario intermedio nel novembre 2000, ma soprattutto con la riflessione e verifica negli ambiti regionali e locali.
I convegnisti, tutti responsabili del MGS, consacrati e laici insieme, non hanno mancato di riconoscersi ancora una volta negli elementi e nuclei fondamentali, patrimonio comune della spiritualità salesiana. Educazione, preventività, ambiente educativo, presenza propositiva da parte dell'educatore, impegno quotidiano per la realizzazione del Regno di Dio: ecco alcuni dei tratti caratteristici della spiritualità salesiana fatti propri dal movimento giovanile.
I momenti di studio, ampiamente supportati da lavori di gruppo, hanno esaminato l'itinerario per fasce d'età.
Alcuni interventi di esperti hanno provocato l'uditorio per una verifica alla ricerca di elementi da esplicitare, altri da integrare. Hanno offerto il loro contributo don Luis Gallo sulla realtà salvifica dell'Incarnazione, ispiratrice per la pedagogia e per i processi educativi. A don Riccardo Tonelli è stato chiesto un contributo per verificare i contenuti degli itinerari alla luce dei grandi e principali temi di tutta la dottrina cristiana. don Cesare Bissoli e don Guido Novella hanno invitato i partecipanti a una maggiore attenzione nei confronti della Parola di Dio e della Liturgia.
A don Giuseppe Ruta è stato affidato il compito di stimolare tutti i partecipanti sul versante metodologico, per operare quelle scelte operative che aiutino un itinerario ad essere educativo nella prassi.
Le giornate, dirette per la parte organizzativa da don Giancarlo Denicolò, sono state coordinate da don Dalmazio Maggi, che ha più volte ricordato il cammino finora compiuto e, in prospettiva, ha invitato a continuare a prestare attenzione ai destinatari da servire, alle situazioni locali da ascoltare, agli operatori locali da aiutare nel loro impegno quotidiano.
Di qui anche la conclusione principale del Convegno: dare continuità al lavoro intrapreso e ripreso. Ora l'impegno è nelle comunità locali, chiamate a progettare con mentalità da itinerario e a programmare secondo le esigenze della molteplicità di ambienti e dei singoli giovani.

 

ritorna all'indice


PGS - ASSEMBLEA NAZIONALE

L'Assemblea Nazionale delle PGS (Polisportive Giovanili Salesiane) si svolgerà a Roma, in Via della Pisana 1111, dal 30 marzo al 1 aprile 2001.
L'ordine del giorno prevede, per venerdì 30 marzo alle ore 18.30, l'insediamento e l'apertura dei lavori della Commissione Verifica Poteri.
Il giorno di sabato 31 sarà interamente dedicato allo svolgimento di due assemblee. Quella straordinaria è convocata per le ore 9.00 e prevede soprattutto alcune modifiche allo Statuto. L'Assemblea ordinaria è convocata per le ore 15.00 e avrà all'ordine del giorno la relazione del Presidente, la approvazione dei bilanci, la elezione per alcune cariche nazionali vacanti.
La domenica 1 aprile, dopo la Celebrazione Eucaristica che darà inizio alla giornata, sarà una giornata di studio: verrà discusso il tema La cultura del sport.
Sono previsti gli interventi dell'On. Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, e del dott. Giovanni Petrucci, presidente del C.O.N.I. Seguirà una relazione di Mons. Domenico Sigalini, Responsabile CEI per il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile.
Per informazioni: PGS- Via Marsala, 42 - 00185 Roma - Tel. 06.4462179 - Fax 06.4450285 - email: italia.pgs@pcn.net


PGS - Più servizi per l'Associazione

La PGS in Assemblea Nazionale nei giorni 31 marzo - 1 aprile vivrà un momento importante e partecipato. Sarà un luogo dove prenderà l'avvio l'Associazione rinnovata, "quell'As- sociazione - come sottolinea il prof. Giuseppe Bracco, presidente nazionale - che ha superato il periodo di laboratorio in cui, se ce ne era bisogno, ha verificato tutte le potenzialità educative dello sport liberandole da tutti gli elementi di ambiguità per entrare esplicitamente e concretamente in un percorso che accompagni la formazione integrale del giovane sportivo".
In questo contesto è sempre più essenziale il passaggio degli operatori, in tutti i ruoli ed a tutti i livelli, da un volontariato spontaneo ad un volontariato qualificato con una struttura che curi l'aggiornamento e la formazione permanente dei volontari e sia in grado anche di offrire servizi e collaborazioni che facilitino l'operato delle migliaia di volontari che lavorano per l'Associazione.
"In questa prospettiva innovativa che proietta la PGS verso il futuro - prosegue il prof. Bracco - quattro sono le sfide cui andiamo incontro: quella educativa, in un contesto giovanile impegnativo e complesso; quella culturale, per promuovere una nuova cultura dello sport; quella della formazione degli operatori sportivi, chiamati a gestire un rapporto educativo per lo sviluppo della personalità giovanile, e, infine, quella della comunicazione, attraverso lo sport, di valori e significati di vita".


PGS - La scelta della Formazione

Di fronte a problemi come la dispersione scolastica, il lavoro nero, la criminalità minorile la tendenza di certi ambienti educativi è quella di chiudersi all'interno. "Il primo passo da fare - afferma don Dalmazio Maggi - è, invece, uscire per conoscere la realtà, capirla nelle cause di tipo sociale, familiare e personale e cercare occasioni di incontro, andando dove i giovani vivono, offrendo attività a partire dall'interesse più immediato che è quello di muoversi e giocare".
In vista dell'Assemblea Nazionale, l' Associazione PGS (Polisportive Giovanili Salesiane), cosciente delle sfide che l'attendono, indica alcune piste da seguire per andare oltre la porta e vivere in modo operativo e nel quotidiano l'esperienza forte del Giubileo.
I percorsi da seguire sono, sostanzialmente, due: la formazione e l'impegno sociale.
"Il percorso della formazione personale - prosegue don Maggi - si attua curando la scoperta del fatto che a molti ragazzi viene negata la possibilità di soddisfare il bisogno umano di esprimersi nel gioco, di praticare uno sport, di ricercare una nuova qualità di vita che permetta una crescita integrale ed armonica, anche sul piano psico-fisico.
La formazione personale richiede anche la cura dei meccanismi che devono assicurare a tutti il diritto sociale di muoversi e crescere e delle regole che devono facilitare l'uso delle strutture, che sono un bene comune".
Per quanto riguarda, infine, l'impegno sociale, don Maggi ribadisce "la necessità di utilizzare leggi come la 285, contenente disposizioni per la promozione dei diritti e opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, coinvolgendo tre categorie di cittadini che, per diverse ragioni, potrebbero essere amici dei ragazzi e loro alleati: i vigili urbani, gli anziani ed i commercianti".
Per fare tutto ciò l'Associazione PGS , da trenta anni, cura la formazione degli alleducatori, attraverso Campi Scuola estivi di I° livello (regionali ed interregionali), di II° e III° livello (nazionali). Mediante i propri alleducatori, la PGS va nelle strade e nelle piazze per giocare con quanti non dispongono di strutture sportive adeguate; organizza ed anima manifestazioni non competitive e di varie discipline, per incontrare e coinvolgere il maggior numero di giovani, con i quali crescere nell'amicizia e nella solidarietà.

 

ritorna all'indice


NUOVA LEGGE SUL SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO


La Camera ha definitivamente approvato, dopo un cammino relativamente facile in Parlamento (228 voti favorevoli , maggioranza di Governo e Rifondazione Comunista, 175 gli astenuti, tutti provenienti dai banchi dell'opposizione; cinque i voti contrari), la legge che istituisce il servizio volontario anche per il sesso femminile. Da oggi a chi sceglierà l'alternativa alla "tradizionale" leva, viene riconosciuta pari dignità, concorrendo "alla difesa della Patria con mezzi e attività non militari". Il provvedimento regolamenterà la fase transitoria fino al 2006, quando sarà abolita la leva obbligatoria ed entrerà in vigore l'esercito su base volontaria. Al servizio civile saranno ammessi uomini e donne compresi tra i 18 e i 26 anni, mentre il Parlamento ha già stanziato 730 miliardi di lire fino al 2003.
LE REGOLE DI ACCESSO, LA DURATA E LE MODALITÀ
Per poter svolgere il Servizio Civile i giovani interessati dovranno presentare una domanda di ammissione che sarà vagliata, si legge nel provvedimento, "sulla base di requisiti oggettivi e non discriminatori". Pertanto i ragazzi scartati durante i "tre giorni", perché giudicati inabili alla leva, potranno comunque presentare la propria candidatura per il servizio civile, rispettando il limite di età massimo fissato a 26 anni. Il giudizio, poi, è affidato all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, cui spetta anche il compito di organizzare e gestire la struttura. Il tutto in attesa della creazione dell'Agenzia per il Servizio Civile, prevista da una legge del '99, che andrà a sostituire l'organo esistente (UNSC, l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Durerà, invece, più del militare, attualmente ridotto a 10 mesi, il servizio civile volontario che prevede una "ferma " di un anno. Il nuovo "esercito" dei volontari sarà impiegato in tutte quelle attività, fino ad oggi sono state svolte dagli obiettori, finalizzate alla "tutela e alla salvaguardia del patrimonio della nazione". Con particolare attenzione per i settori storico-artististico, culturale, ambientale e di assistenza sociale. Novità più interessante è invece la possibilità di poter svolgere il servizio anche al di fuori d'Italia in attività legate agli organismi internazionali e all'Unione Europa. Fino al 2006, quando cesserà definitivamente il servizio militare obbligatorio, sostituito da un esercito di soli volontari, ai giovani chiamati alla leva sarà data la possibilità di scegliere tra le due modalità. Nei relativi bandi sarà riportata anche l'opzione di scelta, nell'ambito del servizio civile, per l'obiezione di coscienza.
Le associazioni degli obiettori si sono espresse molto criticamente: "E' un'amara soddisfazione. Con questo provvedimento al Servizio Civile vanno le briciole" (Massimo Paolicelli, presidente dell'Associazione Obiettori Non violenti). Punta il dito contro l'ammontare dei fondi destinati alla nuova organizzazione, invece, l'Arci:la legge approvata oggi costituisce una "prima risposta positiva che ora va riempita di contenuti. Ma le risorse economiche previste sono decisamente inadeguate se pensiamo ad un servizio di decine di migliaia di partecipanti". Ugualmente critici glie enti di area cattolica aderenti alla federazione CNESC.
SU INTERNET GLI ELENCHI DELLE PARTENZE
Dal 12 febbraio, intanto, è possibile consultare on-line gli elenchi degli "obiettori" in partenza. L'UNSC infatti ha messo a punto, all'interno del sito del servizio civile, un apposito servizio nel quale è possibile consultare la lista delle persone in procinto di partire per la sede assegnata. Comodamente da casa propria senza inutili e dispendiosi giri di telefonate. L'operazione può essere eseguita soltanto dagli interessati, ai quali viene inviato un codice personale da inserire al momento della consultazione. L'assegnazione di una "password" personale garantisce la riservatezza delle informazioni e la salvaguardia della privacy.

Roberto Guarino
Responsabile OdC

 

ritorna all'indice


UNIONE EUROPEA
SCAMBI GI0VANILI

Carissimo, ti invio questa note informativa sull'iniziativa Scambi giovanili, penso che posso essere una buone opportunità per oratori/centri giovanili, associazioni, gruppi... La Federazione SCS (già accreditata presso il DAS: Dipartimento Affari Sociali) si pone come ente di coordinamento, sostenendo la progettazione e gestendo la parte burocratica.

l. Cos'è:
e' l'opportunità per gruppi di giovani di 2 o più paesi (dell'Unione Europa e non) di incontrarsi, discutere e confrontarsi su temi specifici. Si distinguono in:

  • scambi bilaterali: tra 2 paesi, soprattutto per chi non mai realizzato scambi o
    per giovani svantaggiati o disabili;
  • scambi multilaterali: più di 2 paesi, vengo incoraggiati soprattutto questo tipo di scambi;
  • scambi multilaterali itineranti: l'intero gruppo di scambio si sposta da un paese all'altro nel corso dello scambio (almeno 3 pesi partecipanti);
  • eventi speciali: vengono esaminate caso per caso, e devono coinvolgere gruppi di almeno 6 paesi differenti e non più di 300 giovani in totale.

2. Come funziona:

  • lo scambio deve essere centrato su una tematica che i gruppi intendono
    approfondire (esempio; razzismo, ambiente, lotta all'uso di droghe, );
  • nella domanda è importante specificare come si intende realizzare gli obiettivi
    (quali attività, giochi, tecniche di animazione, ).

N.B. Essendo i tempi un po' lunghi, occorre tenere presenti le date per le scadenze
delle domande:

Data di inizio dei progetto Scadenza per la presentazione
della domanda

Dal 1 maggio al 30 settembre 1 febbraio
Dal 1 luglio al 30 novembre 1 aprile
Dal 1 dicembre ci 30 aprile 1 giugno
Dal 1 dicembre al 30 aprile 1 settembre
Dal 1 febbraio al 30 giugno 1 novembre

3. Chi può partecipare:
- giovani in linea di massima tra i 15 e i 25 anni; vengono privilegiati giovani
svantaggiati sul piano culturale, socioeconomico,…
- il gruppo va da un minimo di 16 ad un max di 60 partecipanti;
- per un periodo che va da un minimo di 6 ad un max di 21 giorni;
- non sono ammissibili le attività di vacanze, corsi di lingue, scambi tra scuole.


4. Tappe da seguire:
i membri dei gruppo si riuniscono, decidono il tema oggetto dello scambio, individuano
un partner, fanno la domando (con argomento, attività, tempi dello scambio) di
candidatura al DAS che si viene accolta permette di fare una vista preliminare di
pianificazione nel paese ospitante.
Già nelle fasi iniziali è importante pensare al seguito (follow up): ci sarà uno scambio reciproco, come trasmettere le esperienze ad altri gruppi,…?

5. Finanziamento:
* per chi parte (gruppo di invio):

  • copertura dei 70% dei costi di viaggio;
  • contributo per una visito preliminare (100% dei costi delle spese di viaggio e
    importo forfettario 50 euro al giorno per 1 persone);
  • importo forfettario per la preparazione dei partecipanti: 500 euro;
    spese effettive straordinarie ma devono esser adeguatamente giustificate.

* per chi accoglie:

  • importo forfettario per la preparazione dei partecipanti: 500 euro;
  • importo forfettario giornaliero per ciascun giovane ospitato: 1000 euro + 25 euro al giorno per partecipante;
  • spese straordinarie ma devono essere giustificate: copertura al 100%.

La Federazione SCS/CNOS (che è l'associazione salesiana che si occupa dei temi dei volontariato, terzo settore, dei disagio ed emarginazione giovanile) è a disposizione sia per fornire tutte le informazioni necessarie sia per assistere nella progettazione.

Contattare la segreteria SCS/CNOS:
Andrea Sebastiani
Tel. 06.4940522 Fax 06.4463614
Email: scs@cnos.org

 

ritorna all'indice


COMUNICAZIONE

Salesiani d'Italia On Line
Vidimus Dominum - Il sito della vita consacrata
Assemblea Nazionale CGS - Verso il Nuovo Millennio
Attenzione ai media e carità educativa
Chiesa e Comunicazione

ritorna al sommario


 

SALESIANI D'ITALIA ON LINE


(ANS - Roma, 5 marzo 2001) - I salesiani d'Italia, a livello nazionale, hanno rinnovato nella grafica e nei contenuti alcuni loro siti: www.cnos.org, www.donbosco.it, www.donbosconews.it. Questi si propongono come luoghi dove contattare la Famiglia Salesiana nelle sue molteplici attività. "Non si tratta di siti autoreferenziali - dichiara Gian Luigi Pussino presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS). Superando la mera dimensione congregazionale, offriamo informazioni e servizi, non solo alla Comunità Salesiana, ma anche a quanti, occasionalmente si imbattono nei nostri siti. Ed è proprio il numero crescente di visitatori, con i loro suggerimenti ed apprezzamenti per l'iniziativa, che ci ha spinto a rinnovare alcuni dei nostri portali".
"L'educazione è un fatto di cuore": con questa frase di don Bosco si apre il sito www.cnos.org con alcune brevi notizie storiche, le finalità statutarie e l'elenco delle varie associazioni e federazioni che il CNOS promuove. Il sito contiene anche apposite sezioni dove poter approfondire la conoscenza dell'ente stesso e delle associazioni promosse. Meritano di essere visitate le sezioni CSPG (Centro Salesiano di Pastorale Giovanile), nella parte dedicata alle novità editoriali. La sezione dei links, contiene un elenco di siti consigliati per giovani, l'elenco dei siti del volontariato e vari motori di ricerca. Chi vuole conoscere la Famiglia Salesiana non può non visitare il sito www.donbosco.it, dove un'attenzione particolare merita la sezione dedicata al Movimento Giovanile Salesiano. La vera novità è comunque www.donbosconews.it che ha la pretesa di diventare "agenzia" di informazioni. Al suo interno la pubblicazione periodica donbosconews e i links per altre pubblicazioni legate alla Famiglia Salesiana, tra le quali ANS e il Bollettino Salesiano.

ritorna all'indice


 

VIDIMUS DOMINUM - IL SITO DELLA VITA CONSACRATA

Don Carlos Garulo: 4 anni di impegno per lo sviluppo di Vidimus Dominum
Don Carlos Garulo, salesiano, ha concluso il periodo di direzione di Vidimus Dominum, il sito degli ordini e delle congregazioni di vita consacrata, durato per quattro anni dal 1997 al 2001. Nella sede operativa del sito, la casa generalizia degli Scolopi di Roma, don Carlos ha consegnato il testimone della direzione di Vidimus Dominum a Telmo Meirone, dei Fratelli delle scuole cristiane.
Don Garulo ha voluto rappresentare questo passaggio di responsabilità con la consegna di una poesia dal titolo "Se avete visto il Signore", scritta a conclusione del Congresso dei giovani religiosi del '97, evento nel quale nacque l'idea di creare un sito web dove i religiosi avrebbero potuto continuare lo scambio di esperienze avviato nel congresso e trovare informazioni. La poesia è una piccola summa del logotipo del web-site e racchiude i significati più profondi della vita consacrata.
L'incontro di ringraziamento è stato voluto da Padre Josep Balcells, presidente dell'associazione Vidimus Dominum, che ha tratteggiato il prezioso lavoro di don Garulo, definendolo un "profeta" e realizzatore del "piccolo gioiello della vita consacrata" che è il sito, come ideatore e primo direttore.
Padre Balcells ha voluto ringraziare anche don Juan Edmundo Vecchi, Rettor Maggiore dei salesiani di don Bosco, che ha sin dall'inizio sostenuto l'iniziativa mettendo a disposizione gratuitamente per quattro anni l'opera di don Garulo.
Don Carlos ha ringraziato il presidente Padre Balcells, tutti i suoi collaboratori e quelle persone del mondo della vita consacrata che hanno creduto in questa impresa e che hanno permesso la nascita e la crescita del web-site. "Ringrazio tutti gli utenti, ha detto anche don Garulo, perché le loro visite al sito sono un grande segno per il futuro di Vidimus Dominum.
Don Garulo, che è stato l'innovatore anche della nostra Agenzia ANS, dal 1997 svolge all'interno della Congregazione salesiana il ruolo di delegato del Rettor Maggiore per le Istituzioni Universitarie Salesiane (IUS). I dati statistici sul sito danno una chiara lettura del suo impegno per lo sviluppo e l'affermazione di Vidimus Dominum: circa 350.000 visite con una media giornaliera di 546, 11.500.000 pagine consultate, 4.000 iscritti alla mailing list di cui 800 superiori provinciali e 100 mezzi di comunicazione differenti.

 

ritorna all'indice


 

CGS - ASSEMBLEA NAZIONALE : VERSO IL NUOVO MILLENNIO
RIMINI 30 APRILE - 1 MAGGIO 2001

Schietta e appassionata la Relazione del Presidente nazionale Stefano Todini, che ha concluso il suo mandato quadriennale nella conduzione della Associazione CGS.
Con uno sguardo al futuro ha voluto titolare la sua Relazione Verso il nuovo millennio e non ha lesinato nell'elencare successi, molti grazie alla generosità, competenza e dedizione di tanti dirigenti e associati, e anche limiti: tutta la relazione si è svolta tra stringenti e talvolta anche pungenti osservazioni e buoni spunti prospettici.
A conclusione del suo intervento ha voluto richiamare le istanze prioritarie che ispirano quanti operano all'interno dell'Associazione, anche in vista del rinnovo delle cariche sociali: " Giova rammentare che quanti lavorano all'interno di un Consiglio direttivo nazionale, raccolgono un mandato arduo e importante, destinando per quattro anni buona parte del tempo libero, delle energie personali, delle risorse creative, degli sforzi intellettuali, ad una causa elevata in senso culturale e spirituale.
Per questa causa, in ossequio al carisma di San Giovanni Bosco e a vantaggio di un interesse collettivo profondo, ciascuno sottrae qualcosa alla esistenza personale, agli interessi della propria individualità."
Alla Relazione del Presidente hanno fatto seguito gli interventi degli Enti salesiani promotori CIOFS e CNOS, e si è così aperto il dibattito tra i presenti.
Sono stati evidenziati da parte degli intervenuti alcuni elementi dell'esperienza associativa: le molteplici iniziative locali significativamente inserite nel contesto ecclesiale e civile, la necessità di un ricambio generazionale tra gli operatori, l'attenzione prioritaria ai giovani, la cura delle istanze educative, la opportunità di migliorare la informazione e comunicazione interna ed esterna.

 

ritorna all'indice


ATTENZIONE AI MEDIA E CARITÀ EDUCATIVA

Attenzione ai media e carità educativa: due fattori che l'associazione deve coniugare continuamente in mutua relazione per promuovere interventi, scelte e iniziative concrete a favore del mondo giovanile: con queste espressioni si possono sintetizzare i lavori svolti nella Assemblea nazionale.
Si tratta di un impegno rinnovato per i CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali), che hanno svolto l' annuale assemblea nazionale a Rimini presso l'Hotel Touring dal 30 marzo al 1° aprile u.s..
La relazione franca e cordiale del Presidente nazionale Stefano Todini, ha fatto il punto del cammino degli ultimi quattro anni, evidenziando luci ed ombre a partire dalla piattaforma programmatica 1997-2001: mentre è stato curato l'aspetto della formazione e dell'informazione, resta ancora molto da fare per la riorganizzazione dell'associazione a livello regionale e per l'attivazione di altri settori oltre quello del cinema (teatro, musica, multimedialità).
Nella tarda serata di venerdì 30 sono state presentate le iniziative culturali specifiche svolte nell'anno 2000, mentre nel pomeriggio di sabato 31 c'è stata l'occasione per conoscere alcune esperienze significative in atto sul territorio: sono state presentate esperienze di rapporto dei CGS con la scuola, la sala di comunità, la multimedialità, il teatro e la musica.
Nel dopo cena di sabato, l'Assemblea ha potuto assistere al Musical Minot , presentato dal CGS di Ancona: una esperienza interessante perché nel proporre uno spettacolo che coniuga teatro e musica gli stessi giovani, con i loro educatori, sono stati impegnati anche nella ideazione dello spettacolo.
La presentazione e la compilazione di un questionario preparato con cura, ha permesso a ciascun partecipante di esprimere il proprio parere attorno a quattro "temi generatori" che dovrebbero costituire la base della prossima piattaforma programmatica 2001-2005: progettualità, rete associativa, regionalizzazione, formazione.
La mattina di domenica 1 aprile è stata riservata alla votazione per il rinnovo delle cariche sociali e ad alcuni adempimenti statutari.
Sono stati eletti per il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale (in ordine di preferenze accordate): Todini Stefano, De Medici Giorgio, Tonet Davide, D'Arrigo Giacomo, Coppetelli Candido, Russi Michele, Bruno don Gino, Fortin Simonetta, Fassina Alberto e Goldin Alberto. Per il Collegio
nazionale Revisori dei Conti sono stati eletti: Stanco Carmine, Sferra Ombretta ed Erbetti Marco.
In conclusione si può affermare che l'Assemblea nazionale ha rilanciato l'impegno di un'associazione salesiana come è il CGS, in cui consacrati e laici insieme cercano sono presenti nel mondo della comunicazione sociale, consapevoli che si tratta di una fatto di vita dei giovani da far maturare in esperienza educativa.

 

ritorna all'indice


CHIESA E COMUNICAZIONE:
Erri De Luca, la parola sacra deve "risalire la corrente"

(Agenzia SIR del 30/03/2001) In un'epoca di "alluvione di parole, che non trattiene niente, perché tutto va a finire nel mare", la parola sacra "ha il compito assurdo di risalire la corrente, di impedire la discesa precipitosa delle parole verso il niente". Lo ha detto lo scrittore Erri De Luca, intervenendo a Roma al convegno su "Annunciare il Vangelo nella cultura dei media", promosso dall'Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. L'ebraico, ha osservato De Luca, "è una lingua che risente della pressione gigantesca esercitata su di essa da una Parola che 'precipita' da un Dio infinito e che decide di restringersi nell'imbuto del linguaggio per farsi rivelazione". E la parola "rivelazione", in ebraico, per De Luca "è sottoposta all'inaudita pressione del senso", è "una parola incandescente" che nel Nuovo Testamento "si trasforma dentro la carne del Figlio di Dio, diviene parola che si è fatta carne, fatto compiuto della parola, nella maniera più oscena: il supplizio di un corpo giovane che resiste fino alla fine alla distruzione e all'insostenibile potenza della Resurrezione". Che cosa resta, oggi di questa "esplosione di potenza incarnata", si è chiesto allora De Luca? Apparentemente solo "un resto, un rimasuglio", ma che - come fa il pastore che tenta di strappare la pecora al leone - testimonia "lo sforzo dell'uomo, il segno della sua resistenza, della sua lotta alla perdita totale". Il "resto", insomma, è oggi "ciò che può rimanere del viaggio all'indietro della parola rivelazione contro le parole impetuose e vuote che precipitano a mare". C'è un'altra parola, per De Luca, che occorre recuperare: la parola "bellezza", che "non è ornamento e non è cipria, ma corpo, vita, sostanza della rivelazione. Il solo fatto che Dio 'volesse' dire, rendeva 'bella' la creazione. Nel riscattare la Parola contro la corrente, i nostri 'rimasugli' - ha concluso De Luca - devono contenere la bellezza, la forza di questa commozione". (6/01-80)

Teologia e Comunicazione: don Giuliodori, "un dialogo aperto"

(Agenzia SIR del 03/04/2001) Quello tra teologia e comunicazione "è un dialogo aperto, utile e necessario" e va sviluppato in un'ottica di "reciprocità forte, che sta emergendo e che può dare un utile contributo all'azione pastorale della Chiesa", soprattutto nell'ottica dei nuovi Orientamenti pastorali che i vescovi stanno elaborando per il prossimo decennio, e al centro dei quali figura proprio il tema della comunicazione della fede.
Lo ha detto al Sir don Claudio Giuliodori, direttore dell'Ufficio CEI per le comunicazioni sociali, tracciando un bilancio del convegno su "Annunciare il Vangelo nella cultura dei media", svoltosi a Roma nei giorni scorsi e seguito da una giornata di studio su "Internet: nuovo ambiente educativo?"; entrambe le iniziative sono state promosse dal citato Ufficio CEI, che per il seminario su Internet si è avvalso della collaborazione del Servizio Informatico.
Secondo Giuliodori, è necessario "inserire in modo sistematico, nella riflessione teologica, la dimensione comunicativa, come fattore che ha le caratteristiche della rivelazione, dell'esperienza e della comunicazione della fede", mentre il tema della comunicazione "ha bisogno di 'illuminare' i suoi processi attraverso i significati forti della fede trasmessi dalla riflessione teologica". Una "reciprocità", questa, che impegna già le Chiese locali e che vede "un segnale incoraggiante nell'interesse che la nuova generazione di operatori pastorali dimostra verso questi ambiti".
Anche sul fronte di Internet e delle nuove tecnologie, aggiunge il direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della CEI, c'è "una grande vivacità" della comunità ecclesiale, che "non è improvvisazione, bensì volontà di utilizzare la 'rete' in un processo educativo, all'interno del quale Internet può diventare una grande risorsa".

 

ritorna all'indice


 

   
DALLE CASE

Don Guido Lemma missione italiana a Dortmund
BRINDISI - Una festa occasione per educare
CASERTA - Informagiovani & Orientamento
CORIGLIANO C. - Quando i rituali collettivi non esistono più
FOGGIA - Villaggio Don Bosco
MANDURIA - Salesiani in festa per Don Bosco
PACOGNANO - Per aiutare le nuove generazioni
POTENZA - Una cooperatrice festeggia 102 anni

 

ritorna al sommario


 

LA MERCE "NATALE"
Sul tema, il Corriere a colloquio con Don Guido Lemma della Missione Cattolica Italiana a Dortmund, il quale da nove anni ha la cura pastorale di circa seimila fedeli italiani in città e in altre dieci località limitrofe.

CORRIERE. Il Santo Natale, oggi, viene considerato sempre più sotto il profilo economico. Pos-siamo citare ad esempio mega manifesti lasciati affiggere da una fabbrica di tabacco e raffi-guranti donne seminude, col cappuccio da Babbo Natale e con la didascalia: "Schrile Na-cht, heilige Nacht". Un altro esempio: la composizione di mille abetini e di migliaia di luci per un albero alto quaranta metri. Esso "deve richiamare visitatori al mercato natalizio", così le autorità comunali di Dortmund (questo anno in ros-so con 130 milioni di DM), al-l'unisono col cerchio dei com-mercianti. L'albero costa quasi mezzo milione di marchi - una presa in giro per bisognosi e disoccupati. Ma c'è anche il caso di pasticcerie che confezionano organi anatomici in marzapane. Che cosa pensa di tutto questo don Guido?
DON GUIDO. Per quanto riguar-da la mercificazione del Santo Na-tale, non esistono dubbi. Ormai non solo il Natale, ma tutte le al-tre feste che sono nate liturgica-mente intorno ad un sentimento religioso, appaiono sopraffatte dal-la "nuova religione" del business industriale e commerciale. Come il cristianesimo che trasformò tutte le feste pagane in quelle cristiane, così queste sono diventate feste commerciali.
CORRIERE. Quali sono le Sue esperienze in Missione in meri-to ai fedeli, soprattutto ai bam-bini? Sentono essi ancora la fe-sta del Santo Natale, "aprendo la porta", in attesa della venuta di Gesù Bambino?
DON GUIDO. Naturalmente, an-che per gli italiani, soprattutto per i bambini, il Santo Natale ri-sulta una "festa ignota" nel suo messaggio fondamentalmente cristiano. Infatti c'è da spiegare a tutti dalla A alla Z, sia alle fami-glie sia in particolar modo al bam-bini, che il Natale è la festa della nascita di Gesù e di Dio. Vengo-no pronunciate normalmente a vanvera parole, quali "Weihna-chten ", "heilige Nacht" , "Weihnacht- sbaum"... Che è tutto ciò? Non c'è più il presepe che era una espres-sione cristiana. Il Bambino Gesù, la Madonna, S. Giuseppe, l'asino e il bue... Tutto è stato soppian-tato da ornamenti, da comete di solo abbellimento e non più an-nuncianti il grande avvenimento. Soprattutto i bambini, i quali prendono conoscenza solo epider-mica di quanto accade attorno a loro, hanno bisogno di spiegazio-ni - non solo da parte dei genito-ri ma anche di noi catechisti - sul significato essenziale della festa natalizia. Nel frangente in cui ci troviamo, hanno buon gioco i te-stimoni di Geova, i quali vanno affermando che il 25 dicembre non è la data della nascita di Gesù Bambino. E' chiaro che questo tipo di "messaggio" non fa altro che buttare olio sul fuoco, lascian-do vacillare la fede di molti. E' necessario, pertanto, che le origini storiche della Festa (che è l'inizio della salvezza operata da Gesù, il quale è Dio che si abbassa fino a noi, per divenire uno di noi) ven-gano continuamente ricordate e ripensate.

CORRIERE. Qual è stato il Nata-le più felice nella Sua movimen-tata missione sia negli otto anni trascorsi da Lei nel Madagaskar, sia qui a Dortmund?
DON GUIDO. Tra i Natali che ri-cordo più volentieri c'è quello del 1980, festeggiato in mezzo al ter-remotati di Castelnuovo di Con-za, nel salernitano. Alloggiavo in una roulotte e confortavo i disa-strati in un freddo pungente. Mi sentivo felice. Proprio lì mi pervenne la notizia del nullaosta per iniziare la mia missione sull'isola di Madagaskar. Anche li i Natali, nell'atmosfera dell'Oceano India-no, avevano un fascino particola-re. Come in una famiglia, lo ed al-tri missionari ci radunavamo con gli indigeni, ai quali donavamo due chili di carne bovina per ogni dieci persone. Essi vegliavano con noi fino alla mezzanotte, cantando e danzando per il grande evento. Naturalmente, se ripenso a quei Natali, avverto un pizzico di no-stalgia. Perché in essi si avvertiva-no vitalità e sincerità di sentimen-ti.

CORRIERE. Considerando i Suoi nove anni di missione a Dortmund, quale bilancio può fare?
DON GUIDO. I confratelli ed lo siamo dell'opinione che una Mis-sione è paragonabile ad un veicolo che viaggia su sabbie mobili. il continente degli immigrati è mol-to variabile. Sicché le strutture, che un missionario crede di impostare con l'aiuto di chi nel momento gli si trova vicino, possono crollare al l'improvviso se quest'uno si allontana senza spiegazioni. La dizione è tanta nel mondo non riescono a concentrarsi è qualcosa che, pur non mostrando una dimensione fisica, è comun-que esistente e reale. Il lavoro del missionario, dunque, ha da rico-minciare ogni giorno ed è pertan-to un lavoro che non può venire definito con aride cifre e con sche-mi di bilancio.

CORRIERE. Qual è il Suo auspi-cio per il Santo Natale e per l'inizio dei terzo Millennio?
DON GUIDO. Il Mio auspicio è che il mondo non dimentichi le origini della storia dell'uomo e che si apra nei confronti del di-verso, sia esso il nostro vicino, sia esso lontano da noi. Tutto sta cambiando. Anche Internet per-derà di attualità per via di telefo-nini più sofisticati. Eppure molto della nostra esistenza non può al-lontanarsi dal "centro" in cui ri-siedono l'alfa e l'omega della no-stra vita
.


ritorna all'indice


 

QUANDO UN FESTEGGIAMENTO E' OCCASIONE PER EDUCARE

I festeggiamenti in onore di S. G. Bosco si celebrano ogni anno negli ultimi sette giorni di gennaio. Essi assumono toni e significati ampi e ricchi di motivi anche distinti dal momento liturgico e commemorativo, per abbracciare ambiti sociali ed educativi come è nella tradizione salesiana.

Ad un periodo di organizzazione segue quello delle manifestazioni vere e proprie. Come sempre la settimana inizia con la festa S. Francesco di Sales e, procede, come quest'anno, con il triduo in preparazione alla solenne festa del 31.

Quella che riferisco é la cronaca succinta delle manifestazioni del 2001.

Il 24 gennaio, festa di S. Francesco di Sales, alle ore 18,30 abbiamo celebrato un S.Messa animata dai Cooperatori, seguita da un incontro dì preghiera, curato dal gruppo ADMA.

Il 26 e, 27, grande è stato il richiamo costituito dalla presenza tra noi di don Adolfo L'Arco il quale, il primo giorno ha presentato il suo ultimo libro "PAPA GIOVANNI XXIII BEATO" e il giorno successivo ha illustrato con la sua allegra , sapiente dialettica la strenna che h Rettor Maggiore ci ha donato per quest'anno.

Per la prima volta nella storia della nostra comunità, la S. Messa delle ore 8,00 di domenica 28 è stata radiodiffusa dall'emittente RADIO MARIA su tutto il territorio nazionale. Nel corso della celebrazione il commentatore ha rimarcato il significato della nostra opera e quanto essa sia importante nell'area sociale nella quale è collocata.

Il solenne triduo celebrato e predicato dal Vicario Generale della Diocesi di Brindisi Ostuni: il rev.mo Sac. Don Antonio Antelmi e la imponente liturgia presieduta da S. E. il Padre Arcivescovo della Diocesi : Mons. Rocco Talucci hanno testimoniato quanto la Chiesa locale sia a noi vicina, non solo in spirito, ma specialmente in una sorta di coinvolgimento:
segno che i giovani stanno a cuore a tutti. Don Antelmi ha delineato la figura di Don Bosco nella dimensione uomo, di educatore, di Santo dei Giovani.

S.E. l'Arcivescovo, nell'omelia ha rimarcato, tra l'altro, l'educazione salesiana ricevuta nella sua fanciullezza e nella sua giovinezza.
Lì dove sorgeva un giovane abete, cresciuto nei pressi del prospetto del nostro istituto, Mons. Talucci ha inaugurato, poi una bella statua di S. Giovanni Bosco, fatta erigere dagli exallievi, quest'anno particolarmente "fortunati" perché uno di loro, Giampaolo Zeni, è il presidente nazionale della Federazione Italiana e perché ancora a giugno prossimo ospiteranno il XLIII Consiglio Nazionale.

Che i salesiani di Brindisi rappresentino una presenza molto valida nel territorio è segno anche il Concorso a cui sono chiamati a partecipare ogni anno gli studenti delle scuole medie inferiori cittadine. La simpatica competizione, che offre premi a tutti i concorrenti e che quest'anno è giunta alla VII edizione è stata dedicata a Don J. E. Vecchi Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, la cui figura di educatore e
guida è stata ben tratteggiata dal direttore parroco della comunità di Brindisi, don Mario Sangiovanni, nel corso della cerimonia di premiazione, il 3 febbraio. Al concorso in oggetto hanno partecipato circa centocinquanta ragazzi, applauditi anche da numerosi dei nostri giovani del Centro.

ritorna all'indice


 

Informagiovani & Orientamento

Un felice esempio di collaborazione tra pubblico e privato sociale al servizio dei giovani di Caserta

InfOrient-Express è un servizio informativo esclusivo per i giovani, curato da volontari esperti del mondo giovanile, convenzionato con l'Agenzia Giovani Provinciale (AGP). InfOrient-Express è una finestra attiva sul mondo, i bisogni e la condizione giovanile in Caserta.

Perché Informagiovani & Orientamento

Il servizio è attivo da poco più di due anni e viene in contatto con circa 300 giovani ogni mese. Attualmente la nostra Banca Dati, contenente oltre un migliaio di richieste, è probabilmente il più aggiornato Osservatorio sui bisogni giovanili della città.
Abbiamo constatato con un certo stupore che oltre il 60% dei giovani che almeno una volta ha usufruito del servizio, ha rivisitato lo stesso con frequenza quindicinale o mensile, a conferma della qualità offerta e del grande bisogno informativo dei giovani casertani.

InfOrient-Express è la risposta moderna dei Cooperatori salesiani di Caserta ai nuovi bisogni dei giovani. I salesiani a Caserta vantano una presenza ultra-centeneria. Nei suoi cortili generazioni di giovani si sono preparati ad amare la vita da buoni cristiani ed onesti cittadini.
Negli ultimi anni la riflessione dei salesiani di Caserta, laici e religiosi, si è concentrata sulla valenza educativa dei lavoro come acceleratore dei processo di autonomia decisionale e partecipativa dei giovani.
La risposta concreta è stata la creazione di InfOrient-Express - Informagiovani & Orientamento - nel quale operano come volontari, i migliori specialisti laici dei problemi giovanili e del mondo del lavoro.

I servizi

I giovani che si rivolgono al nostro Centro hanno la possibilità di:

  • consultare dossier contenenti documentazione su: concorsi, borse di studio, lavoro, corsi professionali,
    appuntamenti culturali, sportivi, aggiornati continuamente.
  • richiedere schede orientative sugli argomenti di maggior interesse.
  • prelevare depliants, opuscoli di interesse giovanile.
  • affiggere annunci nelle bacheche (lavoro, casa, offro, compro, scambio, vendo, ecc..)
  • interrogare banche dati di interesse giovanile su rete telematica.
  • essere assistiti all'istruttoria di nuove imprese giovanili agevolate.
  • interrogare un operatore specializzato.
  • partecipare ad un modulo di orientamento attraverso il Bilancio delle Competenze.

L'informazione disponibile presso InfOrient -Express è: gratuita, pluralista, completa, affidabile.
La documentazione è organizzata secondo il Piano di Classificazione Nazionale degli Informagiovani in nove settori:

1 . VITA SCOLASTICA
Sedi scolastiche, universitarie, programmi, corsi post-scuola media inferiore e superiore, università,
conservatori, accademie, corsi di formazione professionale.


2. PROFESSIONI
Informazioni sulle carriere suddivise in: amministrazione, agricoltura-allevamento-alimentazione, arte e
spettacolo, economia e commercio, insegnamento, settore legale, medico e paramedico, tecnico-
scientifico, culturale.


3. LAVORO

ritorna all'indice


 

QUANDO I RITUALI COLLETTIVI NON ESISTONO PIU'

CARNEVALE è da sempre il tempo della trasgressione sociale e della sua ritualizzazione, il tempo in cui è permesso assumere com-portamenti che in tempo ordinario si possono solo immaginare.
E' dunque la spinta ai comportamenti collettivi fuori dei codici della nor-malità è sempre forte. Non ci si dovrebbe meraviglia-re più di tanto per i com-portamenti giovanili di tipo "trasgressivo" nei giorni di carnevale, se questa logica di sospensione delle regole ordinarie è sancita e legittimata con tanto di vacanza e di festività so-ciale.
Mi trovavo anch'io, ca-sualmente, martedì sera dopo le 22 a transitare in auto per le vie dello Scalo. Quello che più mi ha me-ravigliato, oltre le file di a-rance spiaccicate in terra e le patacche sulle auto grondanti tuorli e albumi, e stato il muoversi diso-rientato e casuale di grup-petti di adolescenti (qua-ranta, cinquanta in tutta via nazionale) che sembra-vano reduci da bravate e perciò o sulla difensiva o organizzati per qualche spedizione punitiva. Roba da guerriglia urbana? Non direi.
Ci sono però altri segna-li che svelano un disagio sotterraneo e una rabbia dei nostri adolescenti e giovani, che in questo car-nevale sono emersi come un fiume carsico. La di-stanza e il disinteresse per le sfilate carnevalesche da parte dei nostri adolescenti, mi ha fatto pensare: si vergognano o si schifano di vestirsi in maschera. Snobbano, con le loro giu-ste ragioni, le sfilate, e probabilmente il pomerig-gio di quel noioso carneva-le l'hanno trascorso a letto o al televisore.
Non sono riuscito asso-lutamente a vederli in gi-ro. Anche i veglioni in ma-schera, anni fa rivelatesi mitici e coinvolgenti, que-st'anno non hanno fatto presa.
Una ragione l'ho ipotiz-zata: troppo poco spazio per la trasgressione".
"Cosa sta capitando tra i nostri adolescenti? Semplicemente l'esplodere in alcuni, perché di una fetta di universo adolescenziale si tratta, della rabbia e del-la voglia disperata di ritagliarsi loro uno spazio auto organizzato di messa in scena della trasgressione.
Ci sono invece gli adole-scenti raffinati che si or-ganizzano la loro serata di ballo e di trasgressione af-fittando la discoteca di turno, con quei filtri soffi-ci che tengono lontano gli indesiderati.
Ma il carnevale organiz-zato come rituale collettivo e messa in scena del mon-do ordinario rovesciato, sembra finito? La ritualiz-zazione collettiva non o-rienta e non coinvolge più i giovani e comunque essi i primi esclusi dell'organizzazione socia-le. Agli adolescenti non in-teressa la passerella dei costumi e la sfilata in ma-schera, essa appare insen-sata, un rituale della beata infanzia, con tanto di ge-nitori e di nonni. Gli stessi preadolescenti tendono a sfuggire all'ordine del carnevale (li vedevo in questi giorni a margine delle sfi-late con le bombolette e la schiuma a dar fastidio a tutti).
Quello che non c'è per i nostri adolescenti e giova-ni è la possibilità di un carnevale nel quale essi di-vengano i protagonisti della messa in scena collet-tiva e socialmente riconosciuta della trasgressione. Non c'è un carnevale per loro. Ma altre domande in-ducono il salesiano a tro-vare la motivazione per le scene di violenza che si so-no registrate.
Non potrebbe darsi inve-ce che la trasgressione da mettere in scena sia scom-parsa, dissolta? Se i confi-ni tra ciò che è tollerato e proibito sono dissolti, cosa altro resta da oltrepassare con la trasgressione? E' la violenza affiora anche per gioco, forse senza pensar-ci troppo, magari con rab-bia perché la società ha a-bolito, con tutte le sue abolizioni, anche i confini che definiscono la trasgres-sione.


Don Mario Del Piano

 

ritorna all'indice


 

FOGGIA - VILLAGGIO DON BOSCO
AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE GENERALE

Mentre prosegue e si sta avviando a conclusione il complesso iter burocratico per l'avvio dei lavori del Villaggio don Bosco, abbiamo ripreso, dopo la pausa estiva, gli incontri con le famiglie e le varie realtà operanti sul territorio, al fine di diffondere ed approfondire la conoscenza del progetto "Villaggio don Bosco".
Il gruppo di orientamento costituito dal comitato organizzativo V.d.B. si è allargato a competenze e professionalità diverse nell'ambito del servizio ai minori e alla famiglia (ASL, Comune, Associazioni, Parrocchie ecc.), si riunisce periodicamente per attivare una serie di riflessioni al fine di radicare il villaggio nel territorio e dargli senso.
Una serie di contatti e incontri preliminari con parroci, vescovi, associazioni, istituzioni della provincia, hanno determinato due significativi incontri con gruppi di famiglie e di giovani provenienti da diverse località della provincia, a Siponto, presso i Padri Scalabrini, e a Foggia, presso la Comunità "Sulla strada di Emmaus". Duplice la finalità degli incontri: l'informazione e la possibilità per i partecipanti di inserirsi nel cammino di formazione già iniziato lo scorso anno. E' importante la presenza di gruppi giovanili sia per l'opportunità di essere, in quanto giovani, linfa per la futura vita del villaggio, sia per l'opportunità che il villaggio offre loro di realizzarsi in una famiglia "nuova" fondata concretamente sull'accoglienza e la condivisione.

IL PERCORSO DI FORMAZIONE
Lo scorso anno il percorso formativo è stato centrato essenzialmente sulla conoscenza reciproca, sulla consapevolezza di sé e del proprio progetto di famiglia, e sull'individuazione di bisogni e desideri di una famiglia che vuole farsi accogliente. Quest'anno il cammino prosegue con particolare attenzione al confronto con comunità di famiglie aperte che hanno realizzato modalità di convivenza alternative ai modelli consueti della nostra società, proponendo uno stile di vita alternativo.
Nel mese di Ottobre abbiamo visitato alcune Comunità: la Comunitè "Il Forteto" in località Riconi-Vicchio, nel Mugello, con cui eravamo già entrati in relazione nel Maggio scorso, in occasione dell'incontro di formazione per le famiglie, e alcune comunità che fanno parte dell'associazione "Comunità e Famiglia" fondata da Bruno ed Enrica Volpi: Villapizzone-Milano (antica cascina ormai inglobata nella città), Castellazzo di Basiano (a 25 Km. Da Milano), Berzano diTortona (Al) a pochi chilometri da Voghera.
Il Forteto è una comunità che attualmente conta 107 persone ma è anche una cooperativa agricola, tecnologicamente all'avanguardia (agricoltura, allevamento, produzione e commercializzazione dei prodotti), che accoglie bambini e bambine, ragazzi e ragazze, segnate da esperienze familiari e sociali drammatiche. Fondata negli anni '70 da giovani variamente impegnati nel sociale e vicini a don Milani, essa ha voluto sperimentare una convivenza alternativa basata su una modalità di relazione molto forte che si realizza attraverso la tecnica del "chiarimento", un confronto aperto e sincero che si fonda sulla fiducia nell'altro per fare emergere i problemi, ridimensionarli, cercare insieme soluzioni, conoscersi, stare meglio insieme e "imparare" a volersi bene.
Nel mese di Novembre abbiamo organizzato un viaggio al Forteto con le famiglie che partecipano al corso di formazione, per far loro conoscere direttamente questa realtà e favorire relazioni più significative tra di noi.
Le altre tre comunità visitate in Lombardia e Piemonte fanno parte di un'unica esperienza ispirata da Bruno ed Enrica Volpi, una coppia che ritornò da un lungo soggiorno in Africa (otto anni in Rwanda) come missionari laici volontari (Bruno è geometra e ha costruito scuole e ospedali), ha dato inizio ad una esperienza di vita familiare alternativa fondata sulla condivisione e solidarietà. L'immersione nella cultura africana è stata determinante e ha permesso loro di superare la contraddizione lacerante della nostra società tra gli ideali e le strettoie del quotidiano, facendo emergere il primato della relazione.

AGGIORNAMENTO SUI LAVORI DI PROGETTAZIONE
Il Progetto Preliminare Completo è stato consegnato ad un gruppo di tecnici ( l'ingegnere Belgioioso, l'architetto Biscotti, e il geometra Guerrieri) che dovranno renderlo esecutivo e presentarlo alla Commissione Edilizia del Comune di Lucera perché lo approvi e proceda alla gara di appalto.
La progettazione di tutta l'impiantistica è stata affidata all'ing. Marcello Salvatori. Abbiamo ottenuto l'autorizzazione per la ricerca di acque sotterranee, e a fine febbraio inizieranno i lavori di scavo per due pozzi artesiani.

LE ENERGIE ALTERNATIVE NEL VILLAGGIO
Tra gli ideali di Emmaus ha sempre avuto un posto importanre il rispetto della natura, le coltivazioni biologiche e la promozione dell'uso di energie rinnovabili ( solari o eoliche). Appresa la possibilità di accedere ai finanziamenti previsti per il settore dalla Comunità Europea, insieme all'ing. Marcello salvatori abbiamo contattato i funzionali regionali dell'Assessorato dell'Ambiente.
Il Villaggio D. Bosco, realizzando impianti energetici-elettricità, calore, trattamento delle acque- con tecnologie ecologiche e non inquinanti, potrà costituire un modello di riferimento per il mondo della scuola e per la cultura scientifica più avanzata.

COMITATO PER FUTURE MICROIMPRESE
Con uno sguardo ai problemi del futuro inserimento lavorativo degli adolescenti, abbiamo invitato un gruppo di amici che studino quali progetti di microimprese si possono programmare, negli ambiti dell'attuale legislazione italiana ed europea. Il gruppo è formato dal Dott. Sergio Pelosi, dall' Ing. Marcello Salvatori, dalla dott.ssa Rita De Padova e dalla dott.ssa Anna Nuziello. Le microimprese potrebbero avere una doppia funzione:
- Divenire un "laboratorio" dove gli ospiti del Villaggio possano acquisire concretamente una certa abilità lavorativa.
- Produrre degli "utili" che rendano più autonoma la gestione amministrativa del Villaggio, per non dipendere esclusivamente dalle "rette" delle pubbliche amministrazioni.

 

ritorna all'indice


 

NELL'ORATORIO DI MANDURIA
SALESIANI IN FESTA UNITI A DON BOSCO

MANDURIA - Sono ancora in corso, presso l'Oratorio Salesiano di Manduria, i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco.
Dopo le varie feste liturgiche dei giorni scorsi, la prima conferenza annuale della Famiglia Salesiana sul tema "Cristo dono per tutti. Come frutto del Giubileo, ravviviamo lo spirito e la solidarietà missionaria" (durante la quale è intervenuto don Mario Sangiovanni, direttore dell'Istituto Salesiano di Brindisi).
E' seguito il triduo in onore del Santo (dome-nica, lunedì e martedì scorsi),con la promessa di 9 aspiranti cooperatori ad entrare a far parte dell'Associazione dei Cooperatori Salesiani, portatori del carisma di don Bosco (la cerimonia si è svolta al termine della Messa serale di domenica scorsa).
Ieri invece, festività religiosa dedicata a San Giovanni Bosco, c'è stata la solenne concelebrazione eucaristica. presieduta dal vescovo di Oria, mons. Marcello Semeraro. Al termine della Messa è stato dato il via a "Festinsieme" una manifestazione che vede protagonisti gli adulti della Famiglia Salesiana.
Domenica prossima, 4 febbraio, il salone-teatro dell'oratorio ospiterà il recital su Don Bosco "Nessuno rifiuti la sua parte... nella vita oltre che nell'arte".
Domenica 11 febbraio, infine, avrà luogo il pranzo sociale "Don Bosco".
(n.per)

 

ritorna all'indice


 

PER AIUTARE LE NUOVE GENERAZIONI

Ecco un momento dello festa per l'inaugurazione del "monumento al bambino violato ", opero dello scultore Giovanni Vingiani, situato nel parco del "Sereno Soggiorno Salesiano" di Pacognano a Víco Equense (Na). E' una testimonianza dell'attenzione con cui i Salesiani, sull'insegnamento di don Bosco, seguono da sempre le problematiche giovanili: un'ala protettrice dell'infanzia e della gioventù, ora raffigurato nella stele di Vingiani. Alla festa si è accompagnato un convegno sul tema "I minori in primo piano", che ha analizzato il volume Sulla pelle dei bambini, di Silvano D'Agostino De Geronimo, edito da Pironti. Dalla giornata di studio è scaturito più forte il convincimento che il mondo adulto deve avere la capacità di dialogare con le nuove generazioni, per comprenderne le difficoltà, ma anche per aiutarle a realizzare le loro speranze.

 

ritorna all'indice


 

AUGURI SIGNORA ENZA CARLUCCI

(C.L.) Sabato scorso, nella sala Bertazzoni, è stata festeggiata Enza Carlucci, nata Cerabino, che di an-ni ne ha compiuti 102, il 28 gennaio 2001
Enza è una delle prime cooperatrici di Potenza, ha fatto la promessa a don Bosco nel 1966, subito dopo la venuta dei Salesiani in città, quando la chie-sa era ancora ubicata in uno scantinato in via Paler-mo.
Per questo il parroco don Galliano Basso e i coo-peratori salesiani le hanno consegnato una targa ri-cordo e le hanno de