OTTOBRE 2001
SOMMARIO
 

Lettera dell'ISPETTORE

MONDO SCUOLA
CASERTA RITORNA ALLE ELEMENTARI

CONSIGLIO ISPETTORIALE
ABBIAMO LAVORATO PER VOI…

PASTORALE GIOVANILE
DALL’FxF ALL’FxA
ESSERE OGGI NEL SUD
SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO

FORMAZIONE
IL RELIGIOSO “APPASSIONATO DI DIO”
progetto di vita spirituale

FAMIGLIA SALESIANA
MAMMA MARGHERITA
MODELLO PER I GENITORI DEGLI S.D.B.

MISSIONI
L’IMPEGNO DEL MADAGASCAR

COMUNICAZIONI
«PREDICATELO DAI TETTI»
Il vangelo Nell'era della comunicazione globale
BILLY ELIOT:un film da non perdere
IL MEZZOGGIORNO d'Italia e le istituzioni educative salesiane

DALLE CASE
POTENZA Università: area parcheggio o palestra del futuro
CALABRIA - Confronto giovani calabria mgs... ... Ed è primavera
25 APRILE 2001 Festa della Comunità Ispettoriale
PORTICI - Stage di formazione preanimatori
CAMPANIA - Manifestazione nazionale d.bosco cup 2001
MANDURIA - Rassegna canora
MANDURIA - Convegno "giovani e lavoro"
CASERTA - Mayfest
PACOGNANO - Inaugurato l'Ecomuseo Cites
CARLO BLAGHO - "Le stagioni del tempo"
SOVERATO - Settimana vocazionale a Soverato
POTENZA - Festainsieme 2001 a Rione Risorgimento
CORIGLIANO CALABRO - Estate Ragazzi
CASERTA - Il Cerchio Magico
CISTERNINO - Estate Ragazzi
BOVA MARINA I cinquant'anni di Vita Salesiana di don Mario
LECCE - Estate Ragazzi
NAPOLI - Raduno Regionale
PIEDIMONTE - Estate Ragazzi
BOVA MARINA- Estate Ragazzi
INCONTRO dei giovani confratelli albanesi
I GIOVANI di Caserta in Marcia per la Pace

 

 


LETTERA DELL'ISPETTORE

 
 

Carissimi,
vi giunga il mio saluto fraterno e un sincero augurio per il nuovo anno pastorale 2001/2002.

Il cammino da seguire ci viene indicato dall'obiettivo che abbiamo scelto come programmazione ispettoriale: riscoprire, riapprofondire, ma specialmente rivivere in noi e nelle nostre opere il cuore di tutta l'azione apostolica di Don Bosco: "il criterio oratoriano".

"Siamo presi da mille faccende, siamo stanchi, lavoriamo dal mattino alla sera, riunioni, attività, liturgie, catechesi, feste, tensioni tra di noi e all'esterno. Ci accorgiamo che tutto questo non basta, ma che possiamo fare ancora di più?"
(dal commento all'icona evangelica della moltiplicazione dei pani e dei pesci)

Ma il Signore ci viene incontro e valorizza la nostra debolezza, i nostri poveri mezzi: le nostre persone, purché ci fidiamo di Lui e siamo pronti a seguirlo.
In questo inizio d'anno ci indica già alcuni passi per il nostro cammino.

  • "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia".
    Sono gli orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano per il primo decennio del Duemila.
    Siamo invitati a studiarli, ad approfondirli, a capirli per orientarci nel futuro.

  • Gli Atti del Capitolo Ispettoriale 2001.
    Sono il frutto della riflessione dei confratelli sul tema della "comunità salesiana oggi": sono presenti aspirazioni, desideri, indicazioni concrete su come migliorare la vita fraterna.
    Possono diventare, nello studio personale e comunitario, una valida occasione di verifica e di progettualità.

  • Il prossimo Convegno nazionale a Collevalenza sul "criterio oratoriano"
    Confratelli e laici di tutta l'Italia salesiana in una settimana studieranno e cercheranno di leggere la realtà giovanile: ognuno apporterà il contributo della propria esperienza e potrà arricchirsi ascoltando gli altri su come portare il Vangelo a quei giovani che sono al di là dei cancelli dei nostri cortili.

  • Capitolo Generale 25.
    Abbiamo preparato il nostro umile contributo: siamo in attesa del messaggio che la Congregazione, chiamata a riflettere sulla sua identità, darà a tutto il mondo salesiano e al rinnovato impegno che ne scaturirà.

  • La concessione del terreno a Pristina per il Centro di Formazione Professionale.
    È una notizia di cronaca che diventa per noi un chiaro invito del Signore a non considerare la nostra povertà, ma a confidare sempre in Lui per portare avanti la missione che ci ha affidato.

I tragici eventi avvenuti a New York e che hanno profondamente scosso l'umanità intera, hanno fatto nascere in molti sentimenti di sgomento e di angoscia, ma la nostra fede nel Signore Risorto, vincitore del male e della morte, è il fondamento della nostra vita: stringiamoci a Lui e operiamo il bene.

L'Ispettore
Sac. Francesco Gallone

Napoli, 24 settembre 2001

 

 

 
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MONDO SCUOLA

CASERTA RITORNA ALLE ELEMENTARI


 

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CASERTA RITORNA ALLE ELEMENTARI

Grande festa sabato 15 settembre per il ritorno dei bambini delle scuole elementari, accompagnati dai loro genitori. Accolti nel teatro dal direttore don Emidio Laterza, dal preside ing. Agostino Barone e dalle loro maestre, i piccoli scolari hanno preso possesso delle grandi aule preparate per loro nella nuova luminosa struttura che accoglie anche tutta la scuola media. La festa è continuata con il lancio dei palloncini, con sei cavallini messi a loro disposizione e con un festoso spettacolo del Mago Sales - don Silvio Mantelli - venuto da Torino.
Già dicembre scorso destò molta sorpresa la comparsa di un grande manifesto per le vie di Caserta. Annunciava a grandi caratteri che presso l'istituto, salesiano erano aperte le iscrizioni alla prima elementare per l'anno scolastico 2001-2002
Si evidenziava allora che, in conformità alla legge n.30/2000, questa strana, decisione era stata imposta dallo Stato. Fino ad oggi l'itinerario scolastico è questo: tutti i ragazzi dai 6 anni in poi devono frequentare 5 classi di scuola elementare e 3 di scuola media. Dall'anno scolastico 2001 - 2002 la legge avrebbe sconvolto questo itinerario tradizionale, abolendo gradatamente sia il corso della scuola elementare sia quello della scuola media ed al loro posto sarebbe sta creata una nuova scuola della durata di sette anni, detta "scuola di base". Un anno in meno, come già avviene nella maggior parte delle Nazioni Europee.
Moltissimi, soprattutto gli insegnanti, gridarono allo scandalo contro, questa legge, domandandosi perché sopprimere due scuole, consolidate e che funzionano bene.
Di qua si comprende perché la comunità educativa dell'istituto abbia deciso. di applicare la legge fin da quest'anno secondo i tempi previsti. La decisione era imposta anche per conservare l'attuale scuola media, che gode ottima salute.
Aperte le iscrizioni, il Direttore si è trovato davanti una vera folla di genitori desiderosi di iscrivere i loro bambini alla prima classe della nuova scuola elementare. Dopo l'iscrizione dei primi 25 bambini ne sono venuti altri, per cui è stato necessario formare un'altra prima. Ma ancora tanti genitori hanno premuto perché si aprissero anche una seconda ed una terza classe per accogliere il fratello, la sorella, il cugino, la cugina degli alunni che già frequentano la scuola dell'istituto. In conclusione, funzioneranno subito quattro classi elementari con circa 110 alunni.
Così, quest'anno sono state aperte: 4 classi elementari con 110 bambini, 9 classi di Scuola Media con 286 ragazzi, 7 classi di Liceo Classico con, 204 alunni e 8 di Liceo Scientifico con 249 alunni. In tutto 849 iscritti in 28 classi.
A questo punto mi domando: che ne sarà di questa legge con il nuovo governo? Saraà bloccata, sarà cambiata?
Non lo so.
A questo punto mi domando: che ne sarà di questa legge con il nuovo governo? Sarà bloccata, sarà cambiata? Non lo so. La Direzione dell'istituto ha deciso, in ogni ipotesi, di cominciare e intanto ha già assunto cinque insegnanti per le nuove classi elementari.
Il campo che si apre davanti ai dirigenti e al corpo docente, formato da salesiani e laici, è vastissimo; uno solo è il fine formulato da Don Bosco con la formula, ormai classica: aiutare i giovani a diventare "buoni cristiani e onesti, cittadini".
Ho scritto nel titolo di questo articolo: "Caserta ritorna alle elementari". Si, perché fin dal primo anno dell'opera salesiana, 1897-98 e peri ,moltissimi anni ancora, nell'istituto fu presente il corso elementare; anzi nel primo anno, mentre tutta l'area dell'istituto era un solo cantiere, funzionò solo il corso elementare con una trentina di alunni. Ma già dall'anno seguente, quando fu aperto il collegio, gli alunni delle elementari erano 93. mancava la prima, per comprensibili ragioni, dato che gli alunni erano in maggioranza convittori.

Il corso elementare ebbe subito una forte esplosione, ma questo per pochi, anni, perché volutamente si contrassero le iscrizioni per dar posto al ginnasio. Così, nel triennio 1905-1908 le iscrizioni al corso elementare passarono da un centinaio ad una quarantina. Col passare del tempo si accolsero solo alunni per le due ultime classi e poi solo per la quinta, come corso preparatorio alla 1^ ginnasiale e poi alla 1 ^ media.
Nel 25^ (1922) le classi erano 2 con 68 alunni. Nel 50^ (1947) c'era solo la, classe preparatoria alla media con 39 alunni. Con l'istituzione della nuova Scuola Media non c'era più bisogno dell'esame di ammissione, bastava il diploma di licenza elementare; così spariva il corso preparatorio.
La scuola elementare fu chiusa nel 1963; era stata presente per 65 anni.
Oggi il ritorno!

Nicola Nannola

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CONSIGLIO ISPETTORIALE
   
 

ABBIAMO LAVORATO PER VOI…
La seconda sessione del Capitolo Ispettoriale

Con la Sessione del 26-28 giugno si è chiuso il Capitolo Ispettoriale 2001 dell'Italia Meridionale. Convocato dall'Ispettore don Franco Gallone il 19 settembre 2000, esso ha visto le Comunità impegnate nel lavoro preparatorio fino al 31 gennaio 2001 e poi i Capitolari nelle due Sessioni di febbraio e di giugno. Questo Capitolo, definito ordinario, era prioritariamente in vista del Capitolo Generale 25^, che si terrà a Roma dal 24 febbraio 2002, e che dovrà eleggere anche il Rettor Maggiore e i Consiglieri Generali. Il tema, voluto dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio, è stato: La Comunità salesiana oggi. Un tema, come si vede fondamentale, perché invita a rivedere che cosa sono i Salesiani oggi, e non tanto che cosa fanno.

Il documento che ne è venuto fuori, pubblicato e consegnato a tutte le comunità, è un utile strumento di riflessione e di verifica, perché non tratta argomenti dottrinali, ma parte dall'esperienza (la situazione) e arriva alla vita pratica (linee di azione). Si tratta della vita fraterna, della testimonianza evangelica, dell'animazione della comunità e dei giovani. Documenti non prolissi, ma schematici, dove ogni riga è frutto di riflessione e invita alla riflessione.
Un secondo lavoro a cui si era chiamati a rispondere era la verifica delle strutture centrali di governo della Congregazione. Una Congregazione, come la nostra, ha bisogno di continui aggiornamenti nella conduzione e nell'animazione centrale: riflettere su questo è compito di tutti i Salesiani sparsi nel mondo, affinché il "Centro" sia a servizio della "periferia" e la periferia si senta unita al Centro.

I Confratelli, poi, dell'Ispettoria a questi due temi per il CG25 hanno voluto aggiungere un terzo tema, tutto meridionale: che cosa fare come Salesiani per essere più significativi nella realtà del Sud. Questo tema ha visto Comunità e Capitolari impegnati a fare una verifica di quanto avevano stabilito gli ultimi tre Capitoli ispettoriali (1992-1995-1998) e dare all'Ispettoria le linee di azione per i prossimi anni. Chi avrà modo di prendere in mano gli Atti si accorgerà che questa terza parte è di una ricchezza fin troppo vasta. Si va dall'impegno per la programmazione e i progetti pastorali, al lavoro tra i giovani in disagio, dal criterio oratoriano (norma del nostro agire) alla pastorale vocazionale, dalle strutture edilizie ai problemi economici…Su queste linee l'Ispettoria è impegnata nei prossimi anni a darsi strumenti di azione e di verifica, per sentirci sempre più a servizio dei giovani.

Il lavoro e l'impegno delle Comunità e dei capitolari, il clima di fraternità che ha contraddistinto le due Sessioni, le discussioni e le decisioni prese, le celebrazioni di preghiera ben curate e mirate, l'accoglienza della Casa di Pacognano, la presenza dei Laici sono state le caratteristiche principali di questo lavoro che ha visti impegnati i Salesiani del Sud nell'anno pastorale 2000-2001 per il servizio ai loro destinatari.

Si diceva della presenza dei laici. E' stata questa una novità molto significativa, perché, insieme ai Capitolari giuridicamente eletti (circa 70) , l'Ispettore ha invitato 8 Laici e 10 Confratelli (soprattutto giovani) come Osservatori al Capitolo, a significare che in questo momento di rinnovamento laici e confratelli giovani devono apportare alle nostre comunità una ventata di autentico spirito salesiano.

Il Capitolo si è chiuso anche con l'elezione di due Delegati che andranno al Capitolo Generale, e due Supplenti: don Comite, don Sammarro, don Carotenuto e don Laterza.

Adesso il lavoro passa al Capitolo Generale.

don Gennaro Comite, regolatore

 

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PASTORALE GIOVANILE

DALL’FxF ALL’FxA
ESSERE OGGI NEL SUD
SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO

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DALL’FxF ALL’FxA
IL NUOVO PIANO DI FORMAZIONE PER GLI ANIMATORI

Dalla "Formazione per i Formatori"alla"Formazione per gli Animatori".
Altre sigle?
È la prima domanda che viene fuori da chi in questi anni non si è lasciato coinvolgere più di tanto.Vorrei dire a tutti che è la storia di un percorso scaturito dalla verifica della "Scuola per Animatori;da un cammino realizzato da Sdb ,Fma,Laici e alcuni competenti;dal bisogno di lavorare in rete mettendo insieme la ricchezza carismatica e facendo una scelta di metodo interdisciplinare e ponendo la centralità dell'Animazione culturale.
Abbiamo lavorato tre anni intensamente, credendo in un cammino unitario,incisivo e continuo di formazione degli Animatori.
Ora abbiamo uno strumento che è il nuovo Progetto per la formazione degli Animatori sia per il livello Regionale che Interregionale.
In questi tre anni,ragionando e riflettendo insieme, quale identikit di Animatore è venuto fuori?
Un Animatore debole culturalmente,povero nel linguaggio e che, in un attivismo esasperato,non trova tempi e modi per ripensare la sua esperienza di animazione all'interno di un processo più ampio di costruzione dell'identità personale e cristiana.
Il Sussidio prodotto ha una premessa che riporta il Cammino di formazione dei Formatori. Una prima parte: il Piano, con la scelta delle griglie con i prerequisiti,il profilo e le competenze alle quali abilitare Preanimatori e Animatori,divise in quattro dimensioni: saper essere, sapere, saper relazionarsi e saper fare. Una seconda parte: i contributi ed interventi che hanno supportato il lavoro e le scelte operative.
Le griglie poste nella prima parte del Sussidio presentano i prerequisiti che sono le condizioni minimali di partenza,il profilo che ci dice quale Preanimatore e Animatore vogliamo formare.
La scelta di questo Piano segue lo schema di quadripartizione degli Obiettivi formativi in:saper essere,sapere,saper relazionarsi,saper fare e non come era nel vecchio piano che veniva utilizzata la tripartizione degli obiettivi: atteggiamenti,conoscenze e comportamenti.
A questo punto si potrebbe dire: "Partiamo speditamente con la formazione e poi a suo tempo verificheremo". Non è così.Il tassello più importante di questo Piano è il livello locale che non troviamo per ovvi motivi e che quindi deve essere elaborato dalla Commissione di PG in ogni comunità. Il Piano e la scansione temporale danno i compiti al Regionale e Interregionale; ma anche al locale che, partendo dalla situazione reale cogliendo i prerequisiti minimali, sceglie degli obiettivi ( competenze da acquisire ) e nella prospettiva nuova coglie le esperienze e i contenuti da distribuire in un vero percorso.Senza dimenticare che i destinatari sono tutti quei giovani che accettano di intraprendere un cammino di formazione per divenire educatori alla fede attraverso la scelta educativa nello stile dell'animazione culturale,dentro la grande Tradizione Salesiana del Sistema Preventivo, e compiono la scelta del servizio educativo da vivere in tutti i differenti ambienti educativi(Oratorio, Parrocchia, Scuola, Formazione Professionale, Strada,Comunità particolare di accoglienza…) con un unico stile. L'ultima cosa che vorrei raccomandare a tutti gli Educatori è che la formazione di base, quella umana e cristiana, ha il suo luogo naturale nel gruppo di appartenenza (adolescenziale,giovanile) o di riferimento( giovani, adulti).
Non avendo tutte le competenze, è auspicabile che si lavori insieme, a rete e monitorando il tutto per poter costantemente leggere i bisogni dei giovani e rispondere tramite formazione ed esperienze adeguate. Scommettiamo senza arrenderci sulla formazione unitaria,incisiva e continua,formandoci per formare; vivendo le esperienze e l'incontro personale con Cristo in modo da farlo respirare ai nostri giovani.È qui la riuscita di un Piano che, pur avendo dei punti fermi, è in una novità continua.
Don Bosco è il modello a cui ispirarci.


D. Pasquale Cristiani

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ESSERE OGGI NEL SUD
SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO.


Dal 14 al 16 settembre scorsi, si è svolta a Catanzaro, presso il seminario "Pio X", l'annuale Assemblea Interispettoriale MGS.
Erano presenti circa 70 giovani, provenienti da Campania, Puglia, Basilicata e ovviamente Calabria. Hanno inoltre partecipato diversi Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il tema dell'Assemblea era: "Essere oggi nel Sud sale della terra e luce del mondo".
I relatori che hanno aiutato noi giovani nelle riflessioni di questi tre giorni, hanno tutti attirato l'attenzione e interessato l'assemblea; ognuno di loro si è soffermato su un aspetto preciso del tema.
Don Pasquale D'Elia, salesiano della comunità di Corigliano Calabro, ci ha portato ad individuare le sfide che quotidianamente ci troviamo ad affrontare da giovani cristiani salesiani nel Sud.
Nicola Mele, imprenditore di Santeramo in Colle, ci ha portato la sua testimonianza di cristiano, impegnato in un mondo che non dà molto spazio ai sentimenti, come quello dell'imprenditoria.
Il momento centrale, nessuno si arrabbi, quello più esaltante, e coinvolgente, è stato l'incontro con Monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo della Diocesi di Locri (RC).
È stato un momento bellissimo, che ha dato tantissimo ad ognuno di noi. Ci ha regalato parole di speranza, d'incoraggiamento, di forza, senza però nascondere le difficoltà. Si è soffermato sul significato d'essere "sale della terra e luce del mondo".
Non so dire quale sia stato il momento più bello, leggo e rileggo i miei appunti, mi soffermo e poi mi soffermo ancora sulle metafore, sulle similitudini, sulle immagini poetiche che ho annotato sul quaderno, mentre, rapita, ascoltavo quel vescovo del nord parlare con infinita dolcezza a noi, giovani del sud.
Credo che l'eco delle sue parole resteranno per molto tempo nella mente e nei cuori miei e dei miei compagni.
Proprio le parole di Monsignor Bregantini, sono poi quelle più utilizzate durante la riflessione che l'assemblea ha compiuto per trovare la frase-guida che per il nuovo anno accompagnerà il cammino delle quattro consulte regionali. Il risultato di questa riflessione è: "Stand up: risvegliamo i nostri colori". E proprio il concetto del "risvegliare i propri colori" ci è stato donato dal vescovo, che ci ha invitato, tra i numerosi aspetti citati, a tenerci stretta la nostra "tipicità".
Durante l'assemblea abbiamo inoltre lavorato per mettere insieme una proposta da inviare alla Segreteria Nazionale MGS, per l'Assemblea Nazionale MGS, che si terrà a Venezia- Mestre dal 2 al 6 gennaio 2002.
Altro momento importante dell'Assemblea è stato quello della realizzazione di una serie di bozzetti per la creazione di un logo del MGS dell'Italia Meridionale. Tra quelli realizzati ne è stato scelto, dai membri stessi dell'assemblea, uno che verrà perfezionato e presto presentato a tutti.
L'Assemblea si è poi conclusa con la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal nostro Ispettore, don Franco Gallone.
Dopo il pranzo poi il momento sempre un po' triste, dei saluti e delle partenze. Ma il prossimo appuntamento non è molto lontano: gennaio 2002, Venezia - Mestre, II Assemblea Nazionale MGS…

Sabrina Caimi
Vice-coordinatrice Consulta MGS Calabria

 

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FORMAZIONE

IL RELIGIOSO “APPASSIONATO DI DIO” progetto di vita spirituale.
riflessione sulla necessità di un progetto di vita personale


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IL RELIGIOSO “APPASSIONATO DI DIO” progetto di vita spirituale.
riflessione sulla necessità di un progetto di vita personale

Ciascuno di noi, se vuole vivere in pienezza le esigenze della sua vocazione cristiana e consacrata, non può affidarsi alla spontaneità o abbandonarsi agli impulsi del momento: ha bisogno di un progetto spirituale personale serio e rigoroso che gli indichi il cammino da seguire. Ha bisogno di un progetto che sia allo stesso tempo semplice e concreto, ma solidamente fondato dal punto di vista teologico e costruito attorno a un nucleo vivo, a un asse su cui imperniare tutta l'esistenza, un centro che coordini la vita intera e sia come una colonna ferma e inamovibile che sostenga tutto ciò che siamo e facciamo, riconducendo tutto all'unità. Qual è questo nucleo?

"La vita spirituale, intesa come vita in Cristo, vita secondo lo Spirito, si configura come un itinerario di crescente fedeltà, in cui la persona consacrata è guidata dallo Spirito e da lui configurata a Cristo in piena comunione di amore e di servizio nella Chiesa. Tutti questi elementi, calati nelle varie forme di vita consacrata, generano una peculiare spiritualità, cioè un progetto concreto di rapporto con Dio e con l'ambiente, caratterizzato da particolari accenti spirituali e scelte operative, che evidenziano e ripresentano ora l'uno ora l'altro aspetto dell'unico mistero di Cristo .... La vita spirituale dev'essere dunque al primo posto nel programma delle famiglie di vita consacrata, in modo che ogni istituto e ogni comunità si presentino come scuole di vera spiritualità evangelica:... È proprio la qualità spirituale della vita consacrata che può scuotere le persone del nostro tempo, anch'esse assetate di valori assoluti, trasformandosi così in affascinante testimonianza" (VC, 93).

Già Paul Ricoeur, aveva affermato che "la mancanza di significato - vale a dire, l'assurdo - "è il problema fondamentale del nostro tempo".
Analizzando la società contemporanea, -egli dice "Scopriamo che agli uomini manca non solo la giustizia e l'amore; manca loro anche il significato di tutto: il significato del lavoro, del tempo libero, della sessualità". Il problema della mancanza di significato - dell'assurdo è forse il più grave di tutti, e costituisce la sofferenza più acuta dell'uomo d'oggi.
Quando l'uomo si separa dalle realtà invisibili e trascendenti, assai più concrete, a dire il vero, di quelle che si vedono con gli occhi e si toccano con le mani, smarrisce il suo orizzonte e perde se stesso. Nulla allora ha significato, né la vita, né l'amore, né il lavoro, né lo stesso divertimento. Si giunge così all'esistenza gregaria, capricciosa, a livello di tendenze immediate, di gusti e di sentimenti, anche questi superficiali e non avanza posto nemmeno per la disperazione, bensì per l'assenza di speranza.
Paul Ricoeur conclude: "Il cristiano è il nemico dell'assurdo, è il profeta del significato. Non per volontà disperata, ma nel riconoscimento che questo significato è stato testimoniato dai fatti proclamati dalle Scritture".
I religiosi/e, in forza dello speciale radicalismo della loro vita di fede in Cristo, devono essere, in maniera particolare, nemici dichiarati dell'assurdo e profeti appassionati di significato. La vita consacrata, nella misura in cui è autentica, vale a dire, nella misura in cui è vera sequela evangelica di Cristo, configurazione reale al suo modo storico di vivere e di agire, è una fonte inesauribile di irradiazione di valori: soprattutto di questo valore che è il significato ultimo della vita e di tutto ciò che la vita comporta.


CHE COS'È LA VITA SPIRITUALE?

Karl Rahner, parlando delle prospettive della spiritualità cristiana del futuro, con grande sorpresa dei progressisti di turno, ha identificato il tratto saliente e importante della spiritualità, nella " esperienza del Dio vivente".
Ha affermato testualmente: "La nota prima e più importante che deve caratterizzare la spiritualità del futuro è la relazione personale e immediata con Dio". Il cristiano, pertanto, e in particolare, il cristiano-religioso, deve essere un testimone del Dio vivente, una persona che ha sperimentato -sempre più - nella certezza inviolabile benché oscura della fede, la realtà infinita di questo Dio incomprensibile come il vero orizzonte della propria esistenza. Ma si potrà essere testimoni credibili, convinti e convincenti solo in forza di un'esperienza viva, personale e immediata. In questo campo, nessuno può supplire un altro, poiché ogni individuo è insostituibile, e nemmeno si può vivere di eredità. La prima fondamentale conclusione a cui giunse Karl Rahner è che "il cristiano del futuro o sarà un mistico, ossia una persona che ha sperimentato qualcosa, o non sarà cristiano". Parlava del discredito che c'è verso la parola mistica, ma che considerava la più adatta per definire la caratteristica essenziale della spiritualità cristiana. Sappiamo che la mistica, in senso proprio, è caratterizzata dal predominio dell'azione di Dio su quella dell'uomo. È un sapere intimo, profondo, esperienziale che nasce da una relazione personale e immediata con Dio; non è frutto del nostro sforzo né dei nostri meriti, ma dono gratuito e frutto dello Spirito Santo.
Spirituale in riferimento esplicito e diretto al nostro "spirito", ossia alle nostre facoltà superiori, intelligenza e volontà, ma sempre in riferimento espresso e immediato alla persona dello Spirito Santo e alla sua azione in noi. Lo Spirito Santo è il primo agente e il grande protagonista di tutta una vita autenticamente spirituale cristiana. Egli è il vero esercitante, negli "esercizi" che vogliano essere veramente "spirituali", poiché è lui che realmente "esercita": è colui che orienta, guida, conduce, porta, insegna, muove e trasforma. Noi dobbiamo essere gli esercitati, lasciandoci esercitare da lui, accogliendo la sua azione e acconsentendo attivamente ad essa. Solo in questo modo saremo veri figli di Dio e ci comporteremo come tali. Come scrive Paolo: "tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Rm 8,14). Di conseguenza, la disposizione fondamentale di chi vuole vivere una vita spirituale cristiana è la docilità attiva allo Spirito Santo: lasciarsi ammaestrare, mantenersi in un atteggiamento di apertura dell'anima, disposti a tutto, senza pregiudizi, con profonda sincerità, limpidezza di cuore, con fame e sete della giustizia, vale a dire, con il desiderio incontenibile di scoprire e di compiere la volontà di Dio, senza paura delle sue possibili conseguenze. Le espressioni "vivere in Cristo" e "vivere nello Spirito" sono, infatti, sinonimi: traducono lo stesso contenuto e definiscono la medesima realtà. Ambedue condensano tutta la dottrina di Paolo. Cristo, in forza della sua risurrezione gloriosa, ha iniziato un nuovo modo di essere. In forza della sua carne, glorificata e spirituale, e attraverso di essa, Cristo è Spirito vivificante per noi (cf. 1 Cor 15,45). È la nostra vita: principio del nostro essere e del nostro operare cristiano. E lo è in maniera stabile: con questa sua presenza abituale e la sua continua azione vivificante, ci introduce in sé stesso, ci incorpora al suo Corpo, ci vivifica con la sua stessa vita, ci conduce al Padre.
Senza lo Spirito, la vita "cristiana" cessa di essere veramente cristiana, poiché non è più una vita in Cristo e in forza di Cristo; cessa di essere anche veramente spirituale, nel senso che non è una vita nello Spirito e in forza dello Spirito. E la morale diventa allora una morale di schiavi. Con lo Spirito Santo, invece, la vita è veramente cristiana e spirituale, prendendo questi aggettivi nel loro significato più rigoroso e profondo: poiché Cristo e lo Spirito sono veramente gli autentici protagonisti di questa vita e l'uomo - la persona umana, maschio e femmina - si lascia guidare, "vivere" e vivificare da loro, raggiungendo così il vertice più alto dell'umanizzazione e della divinizzazione.


UNA VITA TUTTA CENTRATA IN CRISTO

Un progetto di vita spirituale deve essere semplice e centrarsi su ciò che è assolutamente essenziale, per poterlo vivere in maniera coerente e unitaria.
Il nostro centro vero non siamo noi stessi, ma Dio, o più esattamente, Gesù Cristo. Solo stando centrati in lui è centrata anche tutta la nostra persona e la nostra vita. Si è dimenticato che la cosa più importante, urgente e decisiva non consiste tanto nel conoscere se stessi, ma nel conoscere veramente Cristo, fino a lasciarsi afferrare e trasformare da lui; inoltre che conoscere veramente Gesù è l'unica fonte della vera conoscenza di sé, e che solo in lui e a partire da lui possiamo giungere veramente a conoscere ciò che siamo e dobbiamo essere. Con il vantaggio che questa conoscenza di sé in Cristo non porta mai alla disperazione e tanto meno allo scoraggiamento, ma a porre l'accento molto più su di lui che in noi stessi: a vivere a partire da lui e lasciare che sia lui la nostra vita. Gesù stesso, se viviamo in comunione con lui e nella sua amicizia, ci comunica i suoi atteggiamenti vitali. È lui, personalmente, la miglior scuola di apprendimento di tutto ciò che è veramente umano e cristiano.
D'altra parte, è facile e doloroso constatare che uno dei tratti più negativi della cultura attuale, con conseguenze pratiche quanto mai gravi e deleterie per la vita umana, la vita cristiana - e anche per la vita consacrata - è la visione riduttiva dell'uomo. ..
L'unico modo di "semplificare" in maniera definitiva la nostra vita è vivere Cristo o, meglio ancora, lasciarsi vivere da Cristo, fino a poter dire con la stessa verità dell'apostolo: "Per me vivere è Cristo" (Fil 1,21).
Nel formulare un progetto di vita è essenziale anche sapere dove si vuole andare, qual è condizione indispensabile per camminare sulla retta via.
Se uno non sa dove deve andare, non può conoscere nemmeno la strada da percorrere. È il senso della domanda rivolta da Tommaso a Gesù: "Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?" (Gv 14,5.
E Hermann Schaliick, ex ministro generale dei frati minori, parlando delle sfide e delle prospettive che si presentano oggi ai religiosi/e, segnala la passione per Dio. Essi devono essere "appassionati di Dio": "È fondamentale, scrive, che le nostre comunità siano luoghi di esperienza di Dio. Nella visione puramente storica o sociologica questo aspetto potrebbe essere messo in secondo piano. Penso che nell'epoca post-moderna non esista nulla di più importante per la vita consacrata dell'opzione per il Dio vivente. La qualità della vita spirituale e della nostra concezione della vita deve avere la priorità assoluta su tutti i "progetti". Senza una cultura di vita spirituale nella memoria contemplativa costruiamo sulla sabbia tutti i nostri progetti. Il "fare" deve essere subordinato alla centralità dell'esperienza di fede in Dio, nel Dio vivo".


UNA VITA "SANTIFICATA"

Ben a ragione la commissione teologica dell'Unione dei Superiori Generali (USG) concludeva la loro assise affermando questa che potrebbe essere una buona sintesi/conclusione a quanto finora detto: "Nella nostra spiritualità si sintetizzano in maniera vissuta le tendenze evangeliche e carismatiche della vita consacrata, nel loro riferimento allo Spirito di Gesù".


1. DONO "GRATUITO: significato della grazia

Riprendendo la nostra riflessione sulla necessità di un progetto di vita personale, sono da ricordare alcuni aspetti che esprimono di fatto questa vita da "innamorati".
Il primo è un atteggiamento basilare, fondamentale che presiede, dirige, orienta e accompagna tutta la vita, come una mentalità o un primo e costante dato della coscienza, fino a diventare un vero stile. Esso è un atteggiamento fondamentale e imprescindibile è il senso della grazia.
Intendendo bene questa espressione, essa dice una specie di connaturalità, di atteggiamento o disposizione abituale, che sgorga dal di dentro, quasi senza sforzo e che accompagna sempre e gioiosamente la persona. È una convinzione profonda e stabile, che ha smesso di essere.
"Tutto è grazia!", tutto è buono e gratuito da parte di Dio nei nostri riguardi, poiché la grazia di Dio sta all'inizio e alla base di tutto il suo comportamento verso ciascuno di noi e si riceve con gratitudine: è la buona notizia dell'amore personale, gratuito e sviscerato di Dio, rivelato, manifestato e mostrato in Gesù Cristo.
Convertirsi vuol dire cambiare radicalmente di mentalità, rinunciare alla nostra logica, per adottare la strana logica del Regno, in cui Dio è sempre l'agente primo, lasciar di essere noi i protagonisti della nostra vita, riconoscendo e accettando il protagonismo assoluto di Dio.
Secondo la logica del vangelo, noi non poniamo tanto l'accento sul nostro amore a Dio quanto sul suo amore per noi. Un senso acuto della grazia ci ha fatto comprendere e persino sperimentare saporosamente che l'amore che Dio ha per noi: "In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati .... Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo" (1 Gv 4,10.19).


2 . PROGETTO COSTRUITO SULLA ROCCIA

Un progetto di vita spirituale ha bisogno di un nucleo vivo, di un centro che coordini la vita intera, di una colonna ferma e inamovibile che sostenga tutto ciò che siamo e facciamo. E questo non può non essere che la persona di Cristo - la sua vita e la sua parola.
Un altro elemento da tenere presente è il carisma dell'istituto. Il carisma è un'esperienza dello Spirito (cf. MR 11) che consiste in una reale e progressiva configurazione a Cristo nella dimensione del suo mistero, al punto di trasformare colui che lo riceve e colui che lo vive, in testimone e testimonianza per la Chiesa e nella Chiesa - e in definitiva, per tutti gli uomini - di questa dimensione (cf. MR 51b). Pertanto il carisma che costituisce e definisce l'essere e l'operare, l'identità teologica e la missione di un istituto religioso, è anche una spiritualità nel senso che implica e crea un modo di essere e di agire, una "forma di santificazione e di apostolato", vale a dire, un vero stile (cf. MR 11) e in questo consiste esattamente la spiritualità.

(continua)
(In Testimoni n. 12 2001).

 

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FAMIGLIA SALESIANA

MAMMA MARGHERITA MODELLO PER I GENITORI DEGLI S.D.B.
Verso una nuova realtà della famiglia salesiana

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MAMMA MARGHERITA MODELLO PER I GENITORI DEGLI S.D.B.
Verso una nuova realtà della famiglia salesiana

I genitori cessano mai di essere tali, anche quando i figli sono divenuti adulti, e quando hanno fatto la scelta di essere religiosi e preti?
In che modo i genitori possono continuare ad aiutare i loro figli consacrati e sacerdoti, come fanno con altri figli che vivono nel mondo?
Come i genitori dei consacrati "Salesiani di don Bosco" possono aiutarsi reciprocamente, soprattutto nei casi di incomprensione o di rifiuto della scelta dei figlio?
In altri termini: come svolgere un compito "privato" nei riguardi del proprio figlio e come assumere un ruolo "pubblico" derivante dal loro stato di vita?

Un gruppo di madri uraguayane si riunirono per la prima volta a Montevideo il giorno 8 dicembre 1989 per tentare una risposta a questi interrogativi. Esse promossero successivamente vari incontri ai quali parteciparono madri e padri dell'Argentina e dell'Uruguay, risultato dei quali fu la costituzione di una "Associazione Mamma Margherita", per la quale si adoperò in special modo don Egidio Viganò, l'allora Rettor Maggiore.
L'Associazione, intestata a Mamma Margherita perché Lei è un "insigne esempio di collaborazione con Dio e alla vocazione religiosa e sacerdotale di un figlio", ha le finalità di:
- unire i genitori ai figli nella vocazione comune di seguire Cristo con Don Bosco,
- cercare di rispondere alla domanda dei significato dell'avere un figlio consacrato,
- cercare, mediante l'aiuto fraterno ed il dialogo, di capire come vivere la vocazione del figlio come il regalo più grande che Dio ha fatto alla famiglia, anche quando non lo si comprende o lo si rifiuta,
- dare sostegno nei diversi casi della vita ai genitori degli SdB in difficoltà.

È interessante sapere che la costituzione di tale associazione fu sostenuta anche da un gruppo italiano, e che attualmente in Italia vi sono due distinte "Associazioni Mamma Margherita", una nell'Ispettoria "San Marco" di Venezia e l'altra nell'Ispettoria di Torino. Una terza associazione con le stesse finalità, ma con il nome "A.Ge.S."(Associazione dei Genitori dei Salesiani), opera in Sicilia.

Su iniziativa dei Consigliere Generale don Antonio Martinelli, si è avuto nei giorni 23, 24, 25 giugno 2001 un incontro presso la Casa Generalizia Salesiana della Pisana con lo scopo di:
- promuovere la diffusione di tale associazione,
- individuarne l'appartenenza alla Famiglia salesiana ed il titolo,
- cercare di stabilire uno Statuto ed un nome unico per le varie associazioni già esistenti e quelle da formare.

Si è trattato di un incontro significativo, ma soltanto introduttivo, per diversi motivi:
- i partecipanti erano solamente 20, dei quali quattro provenienti dalla Spagna, e tre (don Ferdinando Lamparelli e noi) dell'Ispettoria Meridionale. C'era una coppia di Roma con il loro vicario ispettoriale, ed il direttore della comunità di Prato, oltre, naturalmente, i responsabili delle associazioni veneta, torinese e siciliana. L'invito era stato esteso a tutte le Ispettorie italiane, ma non vi sono state ulteriori adesioni.
- Sono stati illustrati i modi nei quali operano le associazioni italiane.
- Si è convenuto di conservare per tutte le Associazioni costituite e costituendo il nome "Associazioni Mamma Margherita".
- Si è individuato nell'Ispettore locale il naturale animatore delle varie associazioni.
- Non è emerso il titolo di appartenenza di tale associazione alla Famiglia salesiana.

I convenuti hanno partecipato al pranzo durante il quale si è festeggiato il compleanno del Rettor Maggiore don Juan Vecchi, ed hanno potuto ascoltare le sue parole e rendersi conto del suo stato di salute.
Un improvviso malessere ha impedito a don Pasquale Liberatore, postulatore della causa di beatificazione di Mamma Margherita di illustrane la figura e proporla come modello per i "genitori dei salesiani".
Don Antonio Martinelli si è incaricato di stilare un documento riassuntivo dell'incontro, da proporre al Consiglio Generale e da inviare a tutte le Ispettorie italiane e spagnole. Tale documento conterrà anche ulteriori proposte.

Per avviare la costituzione dell'"Associazione Mamma Margherita" nell'Ispettoria Meridionale (alla quale l'ispettore don Franco Gallone stava pensando da almeno un anno), il gruppo che ha partecipato ai lavori romani chiederà ai Salesiani IME di redigere un'anagrafe dei Genitori, ai quali poi proporre l'adesione all'associazione.

Teodoro e Giovanna Errico

 

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MISSIONI

L’IMPEGNO DEL MADAGASCAR
Lettera di don Corselli

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L’IMPEGNO DEL MADAGASCAR
Lettera di don Corselli

Bemaneviky 29.08.2001

Carissimi tutti della Famiglia Salesiana dell'Ispettoria Meridionale,
alla conclusione dell'esperienza dell'invio di un gruppo di giovani in Madagascar che l'ispettoria fa nel periodo estivo e che si ripete da tre anni, sento il bisogno di ringraziarvi tutti, l'Ispettore in prima linea che è stato presente attraverso il suo delegato don Angelo Santorsola, per questo dono meraviglioso che ci avete fatto. Abbiamo constatato che è veramente un arricchimento reciproco, di confronto, di approfondimento spirituale, di vita familiare, di relazione con i nostri fratelli malgasci e che non si ferma soltanto nel mese di esperienza, ma che continua creando un meraviglioso legame spirituale e materiale tra la la Famiglia Salesiana dell'Ispettoria Meridionale e quest'opera missionaria di Bemaneviky, sperduta nella foresta, ma mai dimenticata.
Di questo in modo particolare intendo ringraziarvi: ci sentiamo veramente sostenuti, incoraggiati, vivificati dalla vostra preghiera ed aiutati in tutti i sensi ed anche tenuti in relazione con il mondo attraverso l'opera infaticabile di don Nicola Pecoraro, con la sua radio che tante volte è stata di grande utilità a risolvere piccoli e grandi problemi e che sempre ci collega col mondo e col cuore della Famiglia Salesiana dell'Ispettoria. Ogni anno, ma questo in modo particolare, c'è stato presentato l'invito a concretizzare in qualche piccolo progetto l'aiuto concreto da chiedere alle vostre comunità di appartenenza . Ho notato nei giovani il desiderio di voler concretizzare la loro animazione missionaria. Espongo con semplicità alcuni progetti piccoli e grandi della nostra opera, fermo restando che l'aiuto più grande, il dono che tutti noi possiamo e dobbiamo fare alla Chiesa è di non far morire lo spirito missionario trasmesso da Gesù ai suoi apostoli e che ha trasformato il mondo. È lo slancio missionario che Gesù ci trasmette attraverso don Bosco e che può ancora incendiare il mondo, e che vedo sempre vivo nella nostra Famiglia Salesiana. Ringraziamone insieme il Signore, vengo al dunque con semplicità:
Premetto che l'evangelizzazione resta il primo obiettivo da raggiungere perché siamo in un distretto missionario di prima evangelizzazione, (nel nostro distretto i cristiani vanno dal 3 al 7 %). Noi cerchiamo di realizzarlo attraverso il contatto fraterno con la gente, cercando di vivere con loro e di cercare con loro le soluzioni ai loro problemi. Abbiamo constatato il livello basso della loro cultura e il livello altissimo del tasso di analfabetismo. Ci stiamo dando da fare per aiutare le suolette dei villaggi. Con 500.000 lire italiane noi potremmo assicurare la stabilità di un insegnante per un anno in un villaggio. Come i giovani e don Angelo vi spiegheranno a voce, purtroppo la scuola dell'obbligo attualmente non è gratuita e sono i genitori (demotivati) a doverla prendere a carico.
Nel Frattempo qui al centro del distretto abbiamo messo su una scuola media e il liceo, la scuola elementare è tenuta dalle suore francescane che lavorano con noi anche nella catechesi. Con un piccolo internato ( una cinquantina di ragazzi noi e altrettante ragazze le suore), diamo la possibilità ai giovani dei villaggi di continuare i loro studi. I posti dell'internato non sono sufficienti e stiamo cercando di aiutare i parenti a costruire piccole case sul terreno della missione. Dunque stiamo cercando di ristrutturare i locali che il Vescovo ci ha lasciato tre anni fa e che sono fatiscenti. Inoltre nella nostra scuola molti ragazzi sono mantenuti da noi gratuitamente, motivo per cui la scuola è attualmente in rosso, perché in ogni classe non vogliamo mettere molti ragazzi. Se qualcuno volesse venirci incontro; un insegnante ci viene a costare in media 1.500.000 di lire italiane. Se qualcuno volesse aiutarci nella costruzione delle piccole casette (o meglio capanne), la famiglia mette la mano d'opera e noi il materiale e il terreno visto che poi la casa rimane alla missione, viene a costare sulle 300.000 lire italiane. Inoltre stiamo cercando di attrezzare la nostra scuola di una biblioteca, vorremo anche procurare i libri ai ragazzi, visto che i ragazzi hanno al massimo i quaderni. Con 500.000 lire potremmo comprare un libro di una materia ai ragazzi, i libri però dopo essere stati utilizzati torneranno alla scuola. Ho chiesto a don Angelo una fotocopiatrice e un ciclostile perché gli insegnanti possano fare delle dispense e noi dei piccoli sussidi per la catechesi nei villaggi.
Oltre l'aspetto culturale cerchiamo anche di aiutare la gente a risolvere altri problemi:
(A) L'acqua potabile: Abbiamo la necessità di costruire 5 pozzi, la gente mette la mano d'opera noi li aiutiamo col materiale. Un pozzo viene a costare circa 1.500.000 di lire.
(B) La sanità: Abbiamo già costruito un dispensario, ma è difficile trovare un dottore disponibile a risiedere in un villaggio ancora più sperduto nella foresta di Bemaneviky, il villaggio si chiama ANDAVAKOMBI'. Adesso che abbiamo trovato il dottore si pone il problema di cercaredi pagarlo benino per non farlo andare via alla prima occasione. Noi prevediamo che la gente contribuirà, ma la nostra spesa si aggira sui 2.000.000 l'anno.
Scusatemi la lunghezza e la poca chiarezza della mia lettera, ma ci sono ancora altri progetti che vorrei condividere con voi, ad esempio il gruppo elettrogeno, per dare un po' di "luce" alla cittadina di Bemaneviky, e che è oggetto di un progetto particolare.
Una cosa che ci sta particolarmente a cuore è l'aiuto ai nostri ragazzi più bisognosi per la scuola e per il vitto:
- aiuto completo: 50.000 lire mensili
- scolarizzazione, vestiti, aiuto sporadico: 25.000 lire mensili
- sono tante inoltre le famiglie che si presentano con gravi problemi di salute o con situazioni gravi (cose che bruciano…).
È Questo il nostro lavoro attraverso il quale passa il messaggio evangelico dell'Amore.
I giovani vi spiegheranno e don Angelo chiarificherà.
Un abbraccio a tutti con l'augurio di buon lavoro tenendo viva la fiamma del nostro desiderio di seguire Gesù e di annunziarlo a tutti.

Con affetto
Don Giovanni Corselli

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COMUNICAZIONE

«PREDICATELO DAI TETTI»
IL VANGELO NELL'ERA DELLA COMUNICAZIONE GLOBALE

BILLY ELIOT
Un film da non perdere

Il Mezzogiorno d'Italia e le istituzioni educative salesiane

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«PREDICATELO DAI TETTI»
IL VANGELO NELL'ERA DELLA COMUNICAZIONE GLOBALE
Messaggio del santo padre Per la 35ª giornata mondiale
delle comunicazioni sociali

1. Il tema che ho scelto per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2001 riprende le parole di Gesù stesso. Non potrebbe essere altrimenti perché noi predichiamo Cristo soltanto. Ricordiamo le parole che rivolse ai suoi primi discepoli: "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo dai tetti" (Mt 10,27). Nel segreto del nostro cuore abbiamo ascoltato la verità di Gesù. Ora dobbiamo proclamare quella verità dai tetti.
Nel mondo attuale i tetti sono quasi sempre caratterizzati da una foresta di trasmettitori e di antenne che inviano e ricevono messaggi di ogni tipo verso e da i quattro angoli della terra. È di importanza vitale garantire che fra questi numerosi messaggi vi sia la Parola di Dio. Oggi proclamare la fede dai tetti significa proclamare la Parola di Gesù nel mondo dinamico delle comunicazioni sociali e attraverso di esso.

2. In tutte le culture e in tutte le epoche, e certamente nelle odierne trasformazioni sociali, le persone si pongono sempre le stesse domande fondamentali sul significato della vita: "Chi sono? Da dove vengo e dove vado? Perché la presenza del male? Che cosa ci sarà dopo questa vita?" (Fides et ratio, n. 1). In ogni epoca la Chiesa offre l'unica risposta definitivamente soddisfacente agli interrogativi profondissimi del cuore umano:
Gesù Cristo stesso, "che svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione" (Gaudium et spes, n. 22) . Quindi la voce di noi cristiani non può mai tacere perché il Signore ci ha affidato la parola di salvezza alla quale ogni cuore umano anela. Il Vangelo offre la perla preziosa che tutti cerchiamo (cf Mt 13,4~46).
Ne consegue che la Chiesa non può non impegnarsi sempre più profondamente nel mutevole mondo delle comunicazioni sociali. La rete mondiale delle comunicazioni sociali si sta estendendo e sta diventando sempre più complessa e i mezzi di comunicazione sociale hanno un effetto sempre più visibile sulla cultura e sulla sua trasmissione. Mentre un tempo gli eventi venivano semplicemente riportati, ora vengono spesso creati per soddisfare le esigenze dei mezzi di comunicazione. Quindi il rapporto tra la realtà e i mezzi di comunicazione sociale è divenuto sempre più intricato e questo dà vita a un fenomeno ambivalente. Da una parte può sfumare la distinzione fra verità e illusione, ma dall'altra possono schiudersi opportunità senza precedenti per rendere la verità il più possibile accessibile a un numero maggiore di persone. Il compito della Chiesa è di garantire che sia quest'ultima eventualità a realizzarsi.

3. Il mondo dei mezzi di comunicazione sociale può a volte sembrare indifferente e perfino ostile alla fede e alla morale cristiana. Questo è dovuto in parte al fatto che la cultura dei mezzi di comunicazione sociale è così profondamente imbevuta di un senso tipicamente postmoderno che la sola verità assoluta è che non esistono verità assolute o che, se esistessero, sarebbero inaccessibili alla ragione umana e quindi irrilevanti. Da questo punto di vista ciò che conta non è la verità, ma "la storia". Se qualcosa è degno di essere divulgato o fonte di intrattenimento, la tentazione di accantonare le considerazioni sulla sua veridicità diventa quasi irresistibile. Di conseguenza il mondo dei mezzi di comunicazione sociale a volte appare come un ambiente ancor più ostile all'evangelizzazione di quello pagano in cui agivano gli apostoli. Tuttavia, proprio come i primi testimoni della Buona Novella non si tirarono indietro di fronte alle avversità, non dovrebbero farlo nemmeno gli attuali seguaci di Cristo. Il grido di san Paolo risuona ancora fra noi: "Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (l Cor 9,16).
Tuttavia, per quanto il mondo dei mezzi di comunicazione sociale possa a volte sembrare in contrasto con il messaggio cristiano, offre anche opportunità uniche per proclamare la verità salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana. Consideriamo, ad esempio, le trasmissioni satellitari di cerimonie religiose che spesso raggiungono un pubblico mondiale, o alla capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere. Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto. Nella nostra epoca è necessario un utilizzo attivo e creativo dei mezzi di comunicazione sociale da parte della Chiesa. I cattolici non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo!

4. È anche di vitale importanza che all'inizio di questo nuovo millennio ricordiamo la missione ad gentes che Cristo ha affidato alla Chiesa. Circa due terzi dei sei miliardi di abitanti del mondo non conoscono realmente Gesù Cristo e molti di loro vivono in Paesi con antiche radici cristiane, dove interi gruppi di battezzati hanno perso il senso vivo della fede o non si considerano più membri della Chiesa, conducendo una vita lontana dal Signore e dal Suo


1. Il tema che ho scelto per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2001 riprende le parole di Gesù stesso. Non potrebbe essere altrimenti perché noi predichiamo Cristo soltanto. Ricordiamo le parole che rivolse ai suoi primi discepoli: "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo dai tetti" (Mt 10,27). Nel segreto del nostro cuore abbiamo ascoltato la verità di Gesù. Ora dobbiamo proclamare quella verità dai tetti.
Nel mondo attuale i tetti sono quasi sempre caratterizzati da una foresta di trasmettitori e di antenne che inviano e ricevono messaggi di ogni tipo verso e da i quattro angoli della terra. È di importanza vitale garantire che fra questi numerosi messaggi vi sia la Parola di Dio. Oggi proclamare la fede dai tetti significa proclamare la Parola di Gesù nel mondo dinamico delle comunicazioni sociali e attraverso di esso.

2. In tutte le culture e in tutte le epoche, e certamente nelle odierne trasformazioni sociali, le persone si pongono sempre le stesse domande fondamentali sul significato della vita: "Chi sono? Da dove vengo e dove vado? Perché la presenza del male? Che cosa ci sarà dopo questa vita?" (Fides et ratio, n. 1). In ogni epoca la Chiesa offre l'unica risposta definitivamente soddisfacente agli interrogativi profondissimi del cuore umano:
Gesù Cristo stesso, "che svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione" (Gaudium et spes, n. 22) . Quindi la voce di noi cristiani non può mai tacere perché il Signore ci ha affidato la parola di salvezza alla quale ogni cuore umano anela. Il Vangelo offre la perla preziosa che tutti cerchiamo (cf Mt 13,4~46).
Ne consegue che la Chiesa non può non impegnarsi sempre più profondamente nel mutevole mondo delle comunicazioni sociali. La rete mondiale delle comunicazioni sociali si sta estendendo e sta diventando sempre più complessa e i mezzi di comunicazione sociale hanno un effetto sempre più visibile sulla cultura e sulla sua trasmissione. Mentre un tempo gli eventi venivano semplicemente riportati, ora vengono spesso creati per soddisfare le esigenze dei mezzi di comunicazione. Quindi il rapporto tra la realtà e i mezzi di comunicazione sociale è divenuto sempre più intricato e questo dà vita a un fenomeno ambivalente. Da una parte può sfumare la distinzione fra verità e illusione, ma dall'altra possono schiudersi opportunità senza precedenti per rendere la verità il più possibile accessibile a un numero maggiore di persone. Il compito della Chiesa è di garantire che sia quest'ultima eventualità a realizzarsi.

3. Il mondo dei mezzi di comunicazione sociale può a volte sembrare indifferente e perfino ostile alla fede e alla morale cristiana. Questo è dovuto in parte al fatto che la cultura dei mezzi di comunicazione sociale è così profondamente imbevuta di un senso tipicamente postmoderno che la sola verità assoluta è che non esistono verità assolute o che, se esistessero, sarebbero inaccessibili alla ragione umana e quindi irrilevanti. Da questo punto di vista ciò che conta non è la verità, ma "la storia". Se qualcosa è degno di essere divulgato o fonte di intrattenimento, la tentazione di accantonare le considerazioni sulla sua veridicità diventa quasi irresistibile. Di conseguenza il mondo dei mezzi di comunicazione sociale a volte appare come un ambiente ancor più ostile all'evangelizzazione di quello pagano in cui agivano gli apostoli. Tuttavia, proprio come i primi testimoni della Buona Novella non si tirarono indietro di fronte alle avversità, non dovrebbero farlo nemmeno gli attuali seguaci di Cristo. Il grido di san Paolo risuona ancora fra noi: "Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (l Cor 9,16).
Tuttavia, per quanto il mondo dei mezzi di comunicazione sociale possa a volte sembrare in contrasto con il messaggio cristiano, offre anche opportunità uniche per proclamare la verità salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana. Consideriamo, ad esempio, le trasmissioni satellitari di cerimonie religiose che spesso raggiungono un pubblico mondiale, o alla capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere. Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto. Nella nostra epoca è necessario un utilizzo attivo e creativo dei mezzi di comunicazione sociale da parte della Chiesa. I cattolici non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo!

4. È anche di vitale importanza che all'inizio di questo nuovo millennio ricordiamo la missione ad gentes che Cristo ha affidato alla Chiesa. Circa due terzi dei sei miliardi di abitanti del mondo non conoscono realmente Gesù Cristo e molti di loro vivono in Paesi con antiche radici cristiane, dove interi gruppi di battezzati hanno perso il senso vivo della fede o non si considerano più membri della Chiesa, conducendo una vita lontana dal Signore e dal Suo

Vangelo (cf Redemptoris missio, n. 33). È chiaro che una risposta efficace a questa situazione esige qualcosa di più dell'opera dei mezzi di comunicazione sociale, tuttavia nella lotta volta a far fronte a certe sfide i cristiani non possono ignorare il mondo delle comunicazioni sociali. Infatti, mezzi di comunicazione sociale di ogni tipo possono svolgere un ruolo essenziale nell'evangelizzazione diretta e nella trasmissione di verità e di valori che sostengono e accrescono la dignità dell'uomo. La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell'inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito santo esorta la Chiesa nel mondo.
Mentre l'intera Chiesa cerca di tener conto di quest'esortazione dello Spirito, i comunicatori cristiani hanno "un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l'edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo..." (Etica nella comunicazione, n. 31). Soprattutto hanno il dovere e il privilegio di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell'uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti, cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l'amore che è il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cf Eb 13,8).

Dal Vaticano, 24 gennaio 2001
JOANNES PAULUS II

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BILLY ELIOT
un film da non perdere

Sulla scia del british style di Full Monty arriva, ora anche in video o DVD, un film che è stato un piccolo cult suscitando recensioni entusiastiche.
Ci riferiamo al film di Stephen Daldry Billy Elliot. Ispirato alla storia di Philip Mosley, attuale primo ballerino del Royal Ballet di Londra, il film racconta una storia di passione e determinazione. Il lavoro di Daldry si presenta piccolo, furbo, senza eccessive pretese, misurato e, forse per questo, riuscito e gradevole. La storia del bambino che vuole imparare a ballare, contro il parere di tutta la famiglia, colpisce dritto al cuore e suscita commozione.
Siamo nel 1984, nell'Inghilterra di Margaret Thatcher, la lady di ferro, e degli scontri tra polizia e minatori in sciopero. Billy è un ragazzo orfano di madre, il padre ed il fratello maggiore sono minatori inaspriti dalle difficili condizioni di vita. Billy predilige il corso di danza della maestra Wilkinson anziché quello di boxe. La cosa, però, non può restar nascosta. Papà e fratello quando scoprono che Billy invece di tirar pugni indossa scarpette e tutù reagiscono violentemente bloccati tra i pregiudizi e i problemi di ogni giorno. Billy perde così l'opportunità di partecipare ad un saggio e il suo futuro da ballerino sembra finito per sempre. Billy non demorde, una sera scoperto dal padre in palestra, danza con determinazione e coraggio. Per portarlo a Londra alla Royal Ballet School occorrono soldi: il padre prova a rientrare in fabbrica rinnegando il ruolo di scioperante, ma viene fermato dal figlio maggiore, allora impegna gli ultimi averi e chiede aiuto agli altri operai. Billy può finalmente fare la sua audizione.
Con un po' di Full Monty, Grazie Signora Thatcher e Flashdance (la scena dell'esame alla Royal Ballet School è praticamente identica), il regista Stephen Daldry riesce a confezionare un ritratto dolce-amaro dei sogni giovanili.
Il tema centrale è senza dubbio quello di un progetto di vita perseguito fino in fondo. Le figure adulte svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione della vicenda. Billy è fortemente legato alla mamma scomparsa, cifra di un ideale di un rapporto sereno con la vita che il preadolescente sogna, ma non riesce a concretizzare; si lascia guidare della signora Wilkinson nonostante i suoi limiti. Emblematico il rapporto con padre: conflittuale prima e di sostegno dopo.
Ed è su questo personaggio ci piace concentrare l'attenzione. La figura del padre di Billy emerge pian piano e con forza: egli coglie le potenzialità del figlio e, superando i personali pregiudizi - la danza è roba da femminucce! -, osa confrontarsi e sacrificarsi per la una realizzazione. L'epilogo finale si presenta così non come l'apoteosi del ballerino, ma quella di un padre che ha saputo "generare" il progetto, il sogno del proprio figlio. Il padre, che non è mai stato a Londra - "a Londra non ci sono miniere" - il fratello Tony, con accanto Michael, sono seduti nella platea del teatro londinese dove Billy debutta. Le luci si abbassano, le prime note si levano, Billy sta per entrare in scena, e quando lo fa l'incantesimo si compie: il suo corpo, quasi sospeso in aria, sotto la luce dei riflettori, si trasforma in un magnifico e candido cigno che volteggia sul lago del balletto di Cajkovskij. Hoc erat in votis. Questo cigno non morirà: Billy ce la farà. Il protagonista dell'epilogo, per noi, è l'anziano padre che seduto in galleria vede "spiccare il volo" del cigno che è riuscito a liberare. Mirabile la costruzione di questa sequenza evidenziata dal montaggio costruito sulle battute musicali.
Davvero in gamba Jamie Bell, nel ruolo del protagonista: sorride poco, ma quando lo fa, sembra illuminare tutto lo schermo. Bellissima la colonna sonora!
Lo sceneggiatore Lee Hall sapeva che la riuscita del film sarebbe dipesa dalla bravura del piccolo protagonista. Il giovane Jamie Bell è stato scelto dopo l'attento esame di duemila ragazzi. Ricreare l'ambientazione del film ha richiesto uno studio approfondito da parte del costumista Stewart Meachem. Era necessario dare un'idea precisa del periodo senza calcare troppo la mano. "Ho evitato il look datato degli anni '70, con pantaloni a zampa di elefante e camicie con il collo a punta; mi sono sforzato di mantenere l'aspetto dei personaggi molto ordinario e semplice". Tenendo conto che si tratta di una realtà provinciale dell'Inghilterra a nord di Newcastle.
Il film può essere utilizzato per varie fasce d'età; dai preadolescenti egli adulti. I temi guida possono essere: il progetto di vita, il sogno nel cassetto, il rapporto tra preadolescenti e adulti, la capacità di "incontrare il ragazzo lì dove si trova". Il film può essere utilizzato per passare una serata tra confratelli in modo sereno e costruttivo.

Donato Lacedonio

 

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IL MEZZOGIORNO D'ITALIA E LE ISTITUZIONI EDUCATIVE SALESIANE
Studio di don casella sulle richieste e fondazioni che hanno interessato il meridione tra il 1879 e 1922

CASELLA Francesco, Il Mezzogiorno d'Italia e le istituzioni educative salesiane. Richieste e Fondazioni (1879-1922). Fonti per lo studio, LAS, Roma 2000, cm 24x16,5, 830 p, ISBN 88-213-0468-X, lire 80.000


Il senso delle origini, il fascino stesso di una ricerca storica che, con acribia puntuale e persistente, affonda le sue radici nella preistoria della nascita e fondazione di innumeri opere salesiane richieste nel Mezzogiorno d'Italia, negli anni 1879-1922, per trovare le ragioni di fondo che hanno sedimentato richieste ed eventi, divenuti poi storia reale (anche se non sempre realizzate), nel vissuto degli anni: su questa trama e ragione storico-critica di fondo si svolge l'attenta, puntuale, minutissima eppure feconda ricerca di Francesco Casella.
In questa particolare dimensione di affondo nella preistoria del sorgere di ciascuna delle tante opere salesiane richieste nel tempo, negli anni 1879-1922, difficili per le istituzioni religiose, per la situazione storico-politica del tempo, la ricerca dell'autore si affida tutta alla tipologia del "cronicon", fonte di storia vera e propria, testimonianza dal vero del momento del vissuto o dell'aspirazione stessa alla fondazione di un'opera salesiana, poi non realizzata, per svariate circostanze.
Il che ha comportato per l'autore uno scavo meticoloso, paziente, persistente, che passa per tutti i sentieri di ciascuna delle richieste di una casa salesiana, nel luogo e nel tempo: da cui, poi, l'evento dell'opera stessa o l'abbandono di richieste e iniziative di per sé anche valide, ma non realizzabili -e non realizzate- nel tempo.
"Fonti" di studio, perciò, analisi e ricerche puntuali, senza trascurare nessun particolare, anche minimo in un periodo storico complesso: dalle origini, cioè, fino ai primi assestamenti ed avvii di Case salesiane nel Sud: di cui solo una ventina hanno poi avuto una sistemazione e vita, mentre otre 160 opere -analizzate, ciascuna, con paziente, persistente acribia di ricerche e chiarificazioni storico-critiche- non hanno avuto vera compiuta realizzazione.
In questa prospettava storico-critica, di chiaro segno (pensiamo, da letterati, alle cronache trecentesche su Venezia, Firenze, Lucca) si evince da una parte la grande attenzione per i Salesiani e le loro opere richieste da parte di tutto il Meridione, dall'altra la cautela necessaria di chi doveva decidere e portare in porto attese di vario genere: rispondenti, del resto, a vere necessità ed urgenze del momento. Su tutto, in questo articolato ventaglio di richieste e situazioni storico-morali--civili-religiose (che risaltano compiutamente, nel minuzioso metodo di ricerca di Francesco Casella: un pregio raro, oggi), emerge il sapiente realismo del successore di Don Bosco, Don Rua, che amava il Sud e ne comprendeva e necessità. "Pare che il Signore -dichiarava convinto e fiducioso- ci voglia in quelle regioni meridionali a cui sono in modo particolare rivolti il nostro affetto e la nostra attenzione stante i mag-giori bisogni". Come mette in risalto l'acuta, onnicomprensiva Prefa-zione dello storico Francesco Motto.
In particolare, a indicare un metodo di ricerca, sia pure per brevi accenni, ci soffermiamo sull'istituto di Napoli-Vomero, a partire dalla visita di D. Bosco a Napoli nel 1980, da cui subito le prime richieste di salesiani nel 1884, 1886, 1892, con un intervento del card. Capecelatro ne 1893. E, quindi, le varie richieste, disponibilità, eventuali indirizzi di opere (per orfani, sordomuti, scuole, a seconda delle disponibilità), fino alla proposta della fondatrice delle Suore riparatrici del S. Cuore a Na-poli, Isabella De Rosis: con l'acquisto d'un terreno a Napoli-Vomero e il compiacimento dl card. Giuseppe Prisco. La trama delle trattative, ricerche, domande, risposte è intensa: l'autore ne coglie i fili condut-tori con rara, paziente abilità di ricerca, e fa luce su infiniti aspetti di questi inizi: in cui è il segreto critico della sua ricerca storica. Fino ad arrivare all'inizio, il 1 maggio 1901: anno che segna il Centenario, che la Casa del Vomero sta celebrando in pienezza di iniziative religiose, ricreative e culturali in questo nostro 2001.
La struttura stessa del testo in esame ci guida, passo dopo passo, con voluta puntualità di notizie ed eventi, nella cronistoria dell'Istituto del Vomero: gli inizi, i primi salesiani col direttore don Piccono, un chierico polacco ed un coadiutore, e conseguenti sviluppi dell'opera: la consacrazione del tempio del Sacro Cuore, e l'erezione canonica a par-rocchia nel 1914 dal card. Giuseppe Prisco. E quindi l'Istituto con la scuola: dalle elementari, all'istituzione del ginnasio (1926-27): punti di riferimento di questa monografia, che si limita agli anni 1922: ma aspira e si lancia nel'"oltre" del tempo e della storia, con senso nuovo di stu-dio e di ricerca.

Carmine Di Biase

 

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DALLE CASE

POTENZA Università: area parcheggio o palestra del futuro
CALABRIA - Confronto giovani calabria mgs... ... Ed è primavera
25 APRILE 2001 Festa della Comunità Ispettoriale
PORTICI - Stage di formazione preanimatori
CAMPANIA - Manifestazione nazionale d.bosco cup 2001
MANDURIA - Rassegna canora
MANDURIA - Convegno "giovani e lavoro"
CASERTA - Mayfest
PACOGNANO - Inaugurato l'Ecomuseo Cites
CARLO BLAGHO - "Le stagioni del tempo"
SOVERATO - Settimana vocazionale a Soverato
POTENZA - Festainsieme 2001 a Rione Risorgimento
CORIGLIANO CALABRO - Estate Ragazzi
CASERTA - Il Cerchio Magico
CISTERNINO - Estate Ragazzi
BOVA MARINA I cinquant'anni di Vita Salesiana di don Mario
LECCE - Estate Ragazzi
NAPOLI - Raduno Regionale
PIEDIMONTE - Estate Ragazzi
BOVA MARINA- Estate Ragazzi
INCONTRO dei giovani confratelli albanesi
I GIOVANI di Caserta in Marcia per la Pace

 

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POTENZA UNIVERSITÀ: AREA PARCHEGGIO O PALESTRA DEL FUTURO?

Un nuovo movimento è sorto nel mese di febbraio a Potenza, gli universitari cattolici dell'Ateneo lucano (UCAL). È un movimento che si propone di consolida-re, attorno ad un'idea, tutti gli universitari che frequen-tano l'ateneo potentino, che vivono singolarmente il loro cristianesimo e quelli che "a-deriscono a specifici e diver-sificati gruppi ecclesiali".
"Le etichette non sono im-portanti per far parte di que-sta nuova e originale forma-zione. sono gli obiettivi che essa persegue". Lo sottolinea, in una sorta di manifesto - programma don Bruno Bertolazzi: "oggi la pre-senza dei cattolici in campo u-niversitario risulta piuttosto sotterranea e diluita, salvo qualche eccezione: noi ci pro-poniamo di invertire questa tendenza….Per incidere più positivamente con l'esempio e le proposte culturali, socia-li e religiose di cui potrebbero essere ispiratori e promo-tori proprio i giovani uni-versitari lucani, una volta u-niti insieme dall'idea che le cose possono cambiare…per attivare con pro-getti, un maggiore coinvolgimento dell'ambiente universitario lucano". A giudicare dall'assenso dei Vescovi e dei parroci, oltre che degli stessi giovani, che hanno voluto questo movimento degli uni-versitari cattolici dell'Ateneo lucano, parte bene, perché sono tan-tissime le adesioni: allo studio lo statuto.


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CALABRIA - CONFRONTO GIOVANI CALABRIA MGS... ... ED È PRIMAVERA

Il 18 marzo si è celebrato presso l'oratorio di Vibo Valentia il Confronto MGS della Calabria che ha visto la partecipazioni di 275 giovani provenienti da ogni parte della regione: Reggio, Gallico, Soverato, Satriano, Corigliano, Rosarno, Lamezia Sdb, Lamezia Fma, Bova, Villa San Giovanni, Caria. Il tema è stato introdotto dall'istrionico e grande (in tutti i sensi...!) don Rino Carignano che, indossati i panni del personaggio cinematografico Patch Adams, ha guidato la riflessione. Due scene dell'omonimo film hanno introdotto il tema: Andare oltre... con speranza.
I tanti mini gruppi organizzati sono stati luogo di dialogo e di espressione. Le relazioni sono state espresse attraverso disegni su fogli di polistirolo (murales) che hanno permesso di esprimere e comunicare con fantasia sia le ansie giovanili che la voglia di fare, di apprendere, di socializzare. La Celebrazione Eucaristica, presieduta dall'Ispettore don Franco, ha visto i partecipanti attorno alla mensa della Parola e del Pane eucaristico.
Nel pomeriggio si è svolta la relazione dei gruppi, i murales sono stati esposti sul palcoscenico, posti ad imbuto, convergevano verso la frase tema del confronto: Andare oltre... con speranza.

 

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25 APRILE 2001
FESTA DELLA COMUNITÀ ISPETTORIALE - GIORNO DELLA MEMORIA

"Missionari del Terzo Millennio" è stato il tema della Festa della Comunità Ispettoriale, cui hanno partecipato, in gran numero, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Cooperatori/trici, Exallievi/e di tutta l'Ispettoria Meridionale e che quest'anno si è celebrata presso la casa di Corgigliano in occasione del centenario.
Ha introdotto la giornata il Concerto Bandistico "Ragazzi Don Bosco" di Napoli, diretto dal M° Corrado Guercia, percorrendo le vie del.paese e poi rendendo festosa l'accoglienza. nel cortile dell'Istituto, dove nel frattempo si era esibito un gruppo di giovani oratoriani con alcuni tradizionali pezzi di pizzica.
Alle ore 10,00 la Sala Teatro era gremita e, al saluto del Signor, Ispettore, del suo Vicario, don Raffaele Ieva, del Sindaco, Salvatore Fiore, del Direttore della Casa, don Vittorio Lacenere, è seguito l'omaggio accademico.
In tale occasione è stato presentato il sito ispettoriale rinnovato nella struttura e nella grafica a cura dell'Ufficio Comunicazioni Sociali.
La concelebrazione eucaristica, presieduta dal Signor Ispettore, ha visto raccolti i confratelli che celebravano i1 25°, il 50°, il 60° di professione religiosa o di sacerdozio.
L'agape fraterna ha riunito molti dei partecipanti nel refettorio, deliziosamente addobbato dalle consorelle FMA e sapientemente "gestito" dall'economo don Gaetano Cofano. Fra gli invitati il Sindaco, Salvatore Fiore, frequentatore assiduo, nella sua fanciullezza dell'Oratorio salesiano.

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PORTICI - STAGE DI FORMAZIONE PREANIMATORI

Si è svolto tra il 27 aprile e il 1° maggio uno stage di formazione per i preanimatori dell'oratorio di Portici. Recandosi presso i luoghi di don Bosco, i ragazzi hanno percorso un itinerario spirituale di scoperta e approfondimento dei temi della Spiritualità Giovanile Salesiana. I luoghi e gli episodi ad essi legati sono stati un valido aiuto per i preanimatori dell'oratorio di Portici per confrontarsi con l'esperienza di don Bosco e cercare risposte alle piccole sfide che la vita di oggi pone loro.

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CAMPANIA - MANIFESTAZIONE NAZIONALE D.BOSCO CUP 2001

Quest'anno la città di Mercogliano ha ospitato ben due Finali in occasione delle Manifestazioni nazionali Don Bosco Cup 2001. Le squadre finaliste della Categoria Under 15 sono state: la PGS B.Garelli di Lametia Terme, la PGS D.Bosco Perugia, la PGS Torres di Sassari, la PGS D.Bosco Caltanissetta, la PGS Lupiae Lecce, la PGS D.Bosco Torre Annunziata. Le Squadre finaliste per la Categoria Under 15 volley: PGS Olimpia 2000 di Reggio Calabria, PGS Salgen di Roma, PGS San Paolo Volley di Cagliari, PGS Hoderir di Barcellona (ME), PGS Sporting Mottola (TA), PGS Club Napoli Vico Equense (NA).
Il patrocinio della Presidenza del Senato della Repubblica e quella del Comune di Mercogliano hanno dato lustro alla Manifestazione sportiva che, è iniziata ufficialmente la serata del 28 aprile nella palestra del Centro Sportivo dove i duecentocinquanta atleti, dirigenti e genitori hanno potuto godere del momento di animazione offerto dagli animatori del Centro giovanile di Pomigliano in un clima accogliente e gioioso tipicamente di festa salesiana e avere il saluto di apertura ufficiale da parte del Vice Sindaco dr.Carullo.
Il 29 aprile si sono aperte le gare sportive. Nel pomeriggio la sfilata per le vie cittadine ha condotto i partecipanti alla celebrazione della S.Messa nella Chiesa dell'Annunziata dove il parroco don Giuseppe ha dato il benvenuto a nome della comunità ecclesiale (era presente anche la Madre Visitatrice delle FMA) mentre l'Eucarestia è stata presieduta dal delegato regionale d. Roberto Guarino. Il giorno dopo, mentre continuavano le gare di qualificazione, le squadre libere da impegni sportivi si sono dirette al Santuario Mariano di Montevergine in funicolare. Nel pomeriggio l'itinerario turistico ha portato i partecipanti alla Città di Napoli.
Lunedì 1 maggio le finali sia di pallavolo che di calcio hanno coronato 1'itinerario sportivo delle squadre partecipanti: le finaliste di calcio affrontatesi sul Campo del Partendo.
Gli echi della Manifestazione sono stati positivi, i giovani sono stati contenti della esperienza di confronto sia sotto il profilo sportivo che umano: un modo per sperimentare la loro educazione alla sconfitta e alla vittoria e per "far vivere lo sport all'insegna di una sana competizione" oggi...pallavolistica e calcistica! Domani...nella loro crescita, facendo memoria della esperienza, vivere una cittadinanza più attiva e democratica nella società civile!

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MANDURIA - RASSEGNA CANORA

Tra il 4 e il 6 maggio si è svolta a Manduria la rassegna canora, giunta alla XIV edizione.
La manifestazione ha lo scopo di sollecitare i giovani a ricercare canti che abbiano una tematica positiva con un messaggio significativo per la loro vita. Si prefigge, inoltre, la valorizzazione delle attività musicali e canore e farne scoprire l'aspetto formativo, secondo l'insegnamento di Don Bosco e la tradizione salesiana; l'offerta di uno spazio espressivo ai giovani cantanti, attori ballerini, comici, imitatori.… e non ultimo, per offrire uno spettacolo musicale-artistico per tutti, significativo, divertente e dì qualità in uno spirito di amicizia e di festa. Gli organizzatori della manifestazione hanno voluto, inoltre, suscitare all'attenzione verso i più bisognosi, i più poveri; il ricavato delle serate è stato devoluto per le missioni salesiane nel mondo.
Nel corso degli anni gli organizzatori hanno saputo migliorare la Rassegna Canora allargando la partecipazione con la categoria dei giovani.

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MANDURIA - CONVEGNO "GIOVANI E LAVORO"

Si è tenuto lunedì 21 maggio, nella se-de dell'Opera Salesiana di Manduria in San Gregorio Magno, la terza conferenza annuale sul tema "Giovani e Lavoro - lavorare qui". L'incontro dibattito imperniato sulle varie pro-blematiche del lavoro ha visto l'intervento di Pasquale Salvemini, giovane imprenditore e presidente del Consorzio Regione Puglia, che ha esposto le modalità di accesso al mondo imprenditoriale mediante una formazione specifica di base e una predisposizione mentale positiva. Gli altri interventi sono stati curati da don Giacomo Lanzil-lotto, parroco del "quartiere Perrino" di Brindisi, Emanuele Franco, consulente di Orientamento, Oronzo Novolese, sindacalista, Gregorio Pecora-ro, sindaco di Manduria, Gianni Vico, assessore alla Pubblica Istruzione e politiche sociali, Anto-nio Mastrovito, assessore al Turismo Sport e Spettacolo.
La Famiglia Salesiana di Manduria, sempre sensibile ai problemi sociali e in particolar mo-do a quelli dei giovani, ha voluto quest'anno occuparsi delle difficoltà di inserimento lavorativo e lo studio della possibilità di poter trovare occupazione al sud, senza dover emigrare.

 

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CASERTA - MAYFEST

Si è celebrato a Caserta, anche quest'anno dal 19 al 27 maggio il Mayfest. La manifestazione è uno dei frutti più significativi del centenario celebrato qualche anno fa, appuntamento che continua ad irradiarsi con prorompente freschezza. Nato dalla esigenza di stringere sempre più i rapporti con la città è diventato il segno dell'apertura della Casa Salesiana di Caserta al territorio.
Presentandosi come un luogo di approdo delle attese, delle ansie e delle esigenze di tanti giovani, dei loro spunti creativi, delle loro manifestazioni di esultanza e del loro modo di essere nel quotidiano.
La kermesse di appuntamenti di sapore vario hanno visto i giovani della casa di Caserta e di alcune scuole medie superiori della città incontrasi in vari momenti, da quello religioso a quello sportivo, da quello del puro divertimento a quello impegnativo e di forte riflessione.

 

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PACOGNANO - INAUGURATO L'ECOMUSEO CITES

L'offerta della casa di Pacognano si amplia di un altro impor-tante tassello: l'Ecomuseo Cites dove sono esposti re-perti di animali a rischio di estinzione provenienti da va-ri continenti. Così nelle vetri-ne sono conservati, tra gli altri, un grande puma imbalsama-to, decine di opere in avorio ricavate da zanne di elefanti e di altri animali esotici, pelli di felini, carapaci di grandi tarta-rughe, coccodrilli e uccelli imbalsamati, un vero e proprio "campionario" della Natura e contemporaneamente dei crimini dell'uomo che sta portando, con la sua caccia indiscriminata, a rischio di estinzione tanti animali tra i più affascinanti.
L'apertura del Museo è stata resa possi-bile grazie alla collaborazio-ne dell'associazione Pro-Na-tura con l'ordine salesiano ed il Corpo Forestale dello Stato. Tutti i reperti esposti sono stati infatti sequestrati al momento della loro impor-tazione in Italia vietata dopo che il nostro paese ha prima aderito nel 1979 alla Cites, la convenzione internazionale sul commercio delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, per poli approva-re nel 1992 una legge che indica specifiche sanzioni alle violazioni della convenzio-ne nata nel 1973 a Washin-gton e alla quale aderiscono ben 150 nazioni.
L'inaugurazione ha visto la presenza di delegazioni di studenti dei distretti scola-stici, le as-sociazioni Lav, Upu, Pro-Na-tura e Cites di Napoli; l'apertura ufficiale del museo è avvenuta con l'intervento di Ugo Mereu, dirigente na-zionale del Corpo Forestale, servizio Cites, di Giovanni Di Nola, presidente della Comu-nità Montana della Penisola Sorrentina e di Elio Sica, diret-tore dell'Azienda Turismo di Vico. È seguita una tavola rotonda sul tema: "Musei di ieri e di oggi per la salvaguardia dell'ambiente".


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CARLO BLAGHO - "LE STAGIONI DEL TEMPO"

Carlo Blago ha vinto il 1° premio della ventiduesima edizione del Concorso Letterario Nazionale "Premio Santa Rita" a tema libero e di argomento religioso. La manifestazione, organizzata dall'associazione "Amici dell'Umbria", è stata coronata dalla premiazione svoltasi Cascia sabato 9 giugno presso la Sala delle Conferenze del Museo "Palazzo Santi", con recital delle opere premiate da parte degli stessi autori giunti da tutta Italia. La giuria, presieduta dall'ingegner Tito Castellucci, assessore alla cultura del Comune di Cascia e dal professor Fulvio Porena, direttore della biblioteca Comunale, ha conferito il 1° premio al sig. Carlo per la sezione "Libro edito".

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SOVERATO - SETTIMANA VOCAZIONALE A SOVERATO

Nella prospettiva del Congresso Eucaristico Diocesano, che rinnova lo slancio a mettersi in gioco totalmente, nell'offerta dì sé, e mossa dallo Spirito in occasione della Solennità del Cor-pus Domini, la comunità parrocchiale di Soverato Marina si appresta a vivere in preghiera e rendimento di grazie, dal 18 al 24 giugno, la settimana vocazionale. La settimana si è aperta domenica 17 giugno, Solennità del Corpus Domini, con l'Eucarestia, celebrata nel cortile dell'Istituto Salesiano, presieduta dall'Arcive-scovo Salesiano Mons. Gennaro Prata, a con la processione eucaristica lungo le principali vie della Città.
Gli incontri sono stati così organizzati


- lunedì 18: Vocazione (don Angelo e Pre-novizi Salesiani);
- martedì 19: Matrimonio e Famiglia (Mons. Gennaro Prata);
- mercoledì 20: Vita eterna (don Italo Sammarro);
- giovedì 21: Missione e Servizio (don Italo Sammarro);
- venerdì 22: Preghiera e Sofferenza (don Pino Sìlvestre);
- sabato 23: Giovani e Maria (don Italo Sammarro).

Altre iniziative realizzate le seguenti iniziative:
Domenica 24 giugno la comunità parrocchiale di S. Maria Immacolata ha ringraziato il Signore per il Giubileo sacerdotale (25°) del suo Parroco, don Italo Sammarro. Per l'occasione don Franco Gallone, ispettore salesiano, ha svolto il tema del rapporto tra Eucarìstia e Sacerdozio e Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, ha presieduto la solenne Concelebrazione Eucaristica con i sacerdoti diocesani e salesiani, a conclusione del-la settimana.

 

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POTENZA - FESTAINSIEME 2001 A RIONE RISORGIMENTO

Dopo circa venti anni il vecchio rione Verderuolo torna a vivere un grande momento di aggregazione nello spirito della festa. Non una semplice festa di quartiere, bensì "Festinsieme". Con questo slogan, dal 21 al 24 giugno si sono susseguiti, spettacoli e cabaret, dibattiti, fiere gastronomiche e mercatini, giochi popolari e tanto sport all'insegna del Rione Risorgimento e della sua gente. L'Opera Salesiana di Potenza, per le manifestazioni in onore di San Giovanni Bosco, quest'anno ha ritenuto opportuno realizzare non solo quattro giorni di festa popolare, ma soprattutto creare un luogo ed un momento per capire ed affrontare le difficoltà della comunità rionale. Di grande interesse sono state le tavole rotonde. Alla presenza di esperti del settore, degli amministratori comunali e provinciali, con in testa il Sindaco Fierro ed il Presidente della Provincia Santarsiero, si sono affrontati i temi dell'emarginazione giovanile, dell'impegno civile e delle problematiche specifiche del rione. Una grande occasione di confronto, un forte momento di aggregazione che ha visto coinvolta tutta la comunità rionale con il notevole apporto dei laici e dei giovani nell'organizzazione.

 

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CORIGLIANO CALABRO - ESTATE RAGAZZI

L'Oratorio di Corigliano Calabro ha vissuto dal 2 al 27 luglio l'esperienza dell'Estate Ragazzi che ha portato ragazzi e ragazze, divisi in due turni, ad essere indiscussi protagonisti dei giochi, dei laboratori, delle passeggiate. I tanti e divertenti giochi si sono alternati alle tappe educative della storia favorendo momenti di incontro, di riflessione, di approfondimento o di nuove amicizie. La storia di riferimento delle varie attività, come gli oratori di tutta la calabria, è stata Il Gobbo di Notre Dame. A dare vivacità al programma le gite refrigeranti presso l'Acquapark di Rossano e le giornate in Sila a stretto contatto con la natura.

 

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CASERTA - IL CERCHIO MAGICO

Ispirata liberamente al romanzo di S. Tamaro: "Il Cerchio Magico" ha avuto inizio il 2 luglio l'Estate Ragazzi dell'Oratorio di Caserta.
L'iniziativa è stata svolta in collaborazione con l'Ufficio Cultura del Comune di Caserta. Suddivisa in due moduli - Elementari e Medie - la manifestazione ha visto un totale di 600 ragazzi (250 elementari - 350 medie) organizzata in due turni incrociati. Il mattino, caratterizzato dai laboratori, ha visto i ragazzi coinvolti in attività sportive ed espressive (calcetto, calcio, volley, basket, roller, pittura su stoffa, su vetro, pasta di sale, danza, ginnastica, fotografia, informatica…), il pomeriggio pieno di giochi in squadra e musica. Gite, Acquapark, giochi presso la Reggia e lo Stadio e proiezioni cinematografiche all'aperto hanno reso il programma più interessante anche per i genitori dei ragazzi che hanno partecipato numerosi alle serate ed alla messa del sabato.
L'Estate Ragazzi di Caserta si è conclusa con la festa finale il 25 luglio.

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CISTERNINO - ESTATE RAGAZZI

Oltre trecento ragazzi hanno dato vita alla XV edizione dell'Estate Ragazzi dell'Oratorio di Costernino. Filo conduttore è stata la storia di Kirikù e la strega Karabà di Oncelot.
Ogni giorno il momento centrale delle attività è stato dato dal racconto di un episodio delle avventure dell'eroe, seguito dall'incontro formativo in cui gli animatori hanno aiutato i ragazzi delle tematiche che emergevano dalla storia. Tra le attività vi era anche quella di realizzare i costumi e le ambientazioni della fiaba che utilizzate nella sfilata finale per le strade della cittadina. Feste di famiglia, gite ed escursioni hanno reso il programma più interessante e divertente.

 

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BOVA MARINA
I CINQUANT'ANNI DI VITA SALESIANA DEL DIRETTORE PARROCO
DON MARIO

La Famiglia Salesiana di Bova Marina ha festeggiato il 14 e il 15 luglio il cinquantesimo anniversario di vita salesiana. La manifestazione si è svolta con il patrocinio dell'Assessorato alla Pubblica istruzione e beni culturali della Regione Calabria e dell'Amministrazione comunale. Il programma ha visto un momento di festa con i ragazzi dell'oratorio, la celebrazione eucaristica, presieduta dallo stesso don Mario, e un concerto di musica sacra.

 

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LECCE - ESTATE RAGAZZI

L'oratorio di Lecce si è trasformato nel mese di luglio in una variopinta e festante Camelot.
Gli oltre trecento partecipanti hanno seguito le avventure di Re Artù ed i cavalieri della tavola rotonda. L'espressione teatrale, i laboratori, le gite al mare, i tornei sportivi, e le visite ai parchi acquatici hanno permesso ai giovani "cavalieri" di riflettere, sperimentare e vivere i valori dell'amicizia, della solidarietà, dell'altruismo. Ogni sera, prima di tornare a casa, "la parola del giorno", spunti biblici per una lettura spirituale di quanto vissuto. A dare man forte ai salesiani e agli animatori le mamme dei "cavalieri" e il sostegno di alcuni enti.

 

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NAPOLI - RADUNO REGIONALE

Giochi, premi e cotillon in piazza Plebiscito a Napoli trasformata in una allegrissima arena dove 2000 ragazzi degli oratori Salesiani della Campania hanno celebrato insieme la "Festa Estate". Sport, musica e attività ludiche hanno divertito i numerosi partecipanti dai 7 ai 13 anni che diretti da 130 animatori hanno festeggiato nel modo migliore l'arrivo del caldo. "I ragazzi quando finiscono la scuola non sanno più che cosa fare - ha detto d. Roberto Guarino, il coordinatore regionale degli oratori Salesiani - così abbiamo ideato questa allegra iniziativa, distribuita nei trenta giorni di luglio che riempie la giornata dei nostri allievi. Infatti in ogni oratorio quotidianamente organizziamo dei giochi che impegnano i ragazzi. Grazie all'aiuto del sindaco e del prefetto di Napoli siamo riusciti ad occupare piazza Plebiscito e a riunire tutti gli allievi degli oratori salesiani della regione". In chiusura della giornata è intervenuta sul palco anche il presidente dell'Unicef Margherita Dini Ciacci che ha salutato i ragazzi. Molti hanno partecipato anche al festival canoro partito in serata che ha riscosso grande successo. "Abbiamo riunito 11 oratori salesiani della Campania e 10 che appartengono alle FMA - dice d. Franco Gallone, ispettore - abbiamo voluto trasmettere anche un messaggio educativo ai nostri ragazzi. Abbiamo ideato diversi giochi. Quelli preferiti sono stati gli scherzi d'acqua che coinvolgono decine di ragazzi che, soprattutto con questo caldo, amano divertirsi e di conseguenza rinfrescarsi". La Festa Estate è proseguita fino alla fine di luglio in tutti gli oratori salesiani della Campania.