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MODELLO
OPERATIVO DELLA PG SALESIANA
Quello
che Don Bosco fece durante la sua vita viene continuato
oggi da Salesiani e Laici che in diverse parti del
mondo lavorano in favore dei giovani nella Comunità Educativa Pastorale (CEP).
La
comunità educativa pastorale tende all'educazione
integrale dei giovani, attraverso il Progetto
Educativo Pastorale Salesiano (PEPS).
LA
COMUNITÀ EDUCATIVO-PASTORALE
Dai
primi tempi dell'Oratorio, attorno a Don Bosco si
andò costituendo come una famiglia, nella quale
gli stessi giovani erano protagonisti; in essa si
viveva un ambiente giovanile impregnato dei valori
del Sistema Preventivo.
Anche
oggi in qualunque presenza salesiana si forma una
comunità di persone, giovani e adulti, genitori
ed educatori, attorno a un progetto condiviso di educazione
e promozione integrale dei giovani, secondo lo stile
salesiano.
Questa
comunità la chiamiamo Comunità Educativo Pastorale (CEP) , un organismo
vivo che ha bisogno di animazione.
IDENTITA'
DELLA CEP
La CEP più che una nuova struttura
che si aggiunge agli altri organismi di gestione
e di partecipazione esistenti nelle diverse opere
o ambiti pastorali, è lespressione
concreta della presenza salesiana come Don Bosco
ha voluto, cioè,
- una
comunità: perché coinvolge in un
clima di famiglia giovani e adulti, genitori ed
educatori, fino a poter diventare unesperienza
di Chiesa (Cf. Cos.47); non è solamente
unorganizzazione di lavoro o una tecnica
di partecipazione; lelemento fondamentale
di unità non è il lavoro o lefficacia,
ma un insieme di valori vitali (educativi, spirituali,
salesiani...) che conformano unidentità condivisa e cordialmente voluta;
- educativa: perché colloca nel centro dei
suoi progetti, relazioni e organizzazione la preoccupazione
per la promozione integrale dei giovani, cioè
la maturazione delle loro potenzialità in tutti gli aspetti: fisico, psicologico, culturale,
professionale, sociale, trascendente;
- pastorale: perché si apre allevangelizzazione,
cammina con i giovani incontro a Cristo, e realizza
unesperienza di Chiesa, dove con i giovani
si esperimentino i valori della comunione umana
e cristiana con Dio e con gli altri (Cf. CG 24,
156).
ANIMAZIONE
DELLA CEP
La CEP più che una struttura o istituzione
già fatta è un organismo vivente che
esiste nella misura in cui cresce e si sviluppa.
Per questo non si deve curare soltanto la sua organizzazione
ma soprattutto sviluppare la sua vita, curando in
ognuno degli educatori e in tutta la comunità
la qualità delle relazioni umane, la maturità
del senso di appartenenza, la crescita di una chiara
identità educativo-pastorale.
Tutti
i componenti della CEP partecipano allanimazione,
ma alcuni, tanto SDB quanto laici, hanno il compito
specifico di stimolare il contributo di tutti, promuovendo
la partecipazione responsabile del più grande
numero possibile di membri della CEP nei compiti
della sua animazione globale; di curarne la qualità
e il coordinamento; di seguire in maniera speciale
lanimazione dei livelli più determinanti
per lidentità salesiana e la qualità
educativa ed evangelizzatrice. Questi costituiscono
il nucleo animatore.
Il
punto di riferimento per questo gruppo è
la comunità salesiana che vive, custodisce,
approfondisce e costantemente sviluppa il carisma
di Don Bosco.
I
laici apportano alla CEP e alla sua missione educativa
un modello concreto di vita secolare vissuta nella
famiglia e nella professione e nel proprio ambiente
sociale e politico, le loro specifiche competenze
professionali, educative e pastorali, e una loro
propria forma di vivere la dimensione religiosa
della vita e la vocazione cristiana nella secolarità.
Questo
reciproco apporto offre alla CEP un arricchimento
di presenza educativa e la costituisce, in una vera
esperienza di Chiesa, una testimonianza e un riferimento
significativo per i giovani. E dunque importante
che ognuno accresca al massimo il proprio apporto
in tutto quello che fa.

IL
PROGETTO EDUCATIVO-PASTORALE SALESIANO
Il
Progetto Educativo-Pastorale Salesiano (PEPS) è lo strumento operativo che guida la realizzazione
della Pastorale Giovanile Salesiana secondo le diverse
situazioni e contesti nei quali vivono i giovani
ed orienta ogni iniziativa e risorsa verso l'evangelizzazione.
Il
PEPS è la mediazione storica e lo strumento
operativo, sotto tutte le latitudini e in tutte
le culture, della medesima missione; è l'elemento
di inculturazione del carisma (CG24,5).
In questo senso il PEPS è:
- la
manifestazione della mentalità progettuale
che deve guidare lo svolgimento della missione
nelle ispettorie e nelle opere;
- il
frutto della riflessione fatta insieme sui grandi
princìpi dottrinali che identificano la
missione salesiana (quadro di riferimento), sulla
lettura della realtà, sulla progettazione
operativa (scelte prioritarie educativo-pastorali,
obiettivi, strategie e criteri, programmazione
di interventi
), e sul processo di verifica;
- la guida del processo di crescita vissuto dalla
comunità ispettoriale e dalla comunità educativo-pastorale nel loro sforzo di incarnare
la missione salesiana in un contesto determinato.
La finalità primaria del PEPS è
aiutare l'ispettoria e le comunità ad operare
con una mentalità condivisa e con chiarezza
di obiettivi e criteri per rendere possibile la
gestione corresponsabile dei processi pastorali.
Il frutto di tutto questo processo si esprime
in un testo da conoscere e attuare.
Si
articola in quattro aspetti fondamentali:
Queste
dimensioni sono in mutua correlazione e complementarità,
costituiscono, cioè, un processo
unitario.
1.
Dimensione educativo-culturale
La
dimensione educativo-culturale, in intima relazione
e integrazione con la dimensione di evangelizzazione
e catechesi, è il centro del PEPS.
Questa dimensione fa attenzione alla crescita
educativa integrale dei nostri destinatari; manifesta
la centralità della persona del giovane
inserita in una comunità umana che agisce
in un territorio ed è oggetto e soggetto
di un processo socio-culturale.
La collocazione educativa è un tratto caratterizzante
della nostra pastorale giovanile;
- per
quanto riguarda i destinatari, ci rivolgiamo
a quelli che hanno bisogno di sostegno nella
crescita umana;
- per
quanto riguarda i contenuti, assumiamo l'istruzione,
la cultura, la preparazione al lavoro, il tempo
libero come parte del cammino di fede;
-
per quanto riguarda il metodo, evangelizziamo
educando.
Insieme e all'interno dell'aspetto educativo
fa attenzione speciale al mondo della cultura
e della comunicazione, con i suoi nuovi linguaggi,
e alle sfide che ci presenta il momento storico.
2.
Dimensione evangelizzazione e catechesi
Evangelizzare
i giovani è la prima e fondamentale finalità
della nostra missione. Il nostro progetto è
radicalmente aperto e positivamente orientato
alla piena maturità dei giovani verso Dio
in Cristo e alla loro crescita nella Chiesa.
La
formazione spirituale è messa al centro
di tutto lo sviluppo della persona. Accompagniamo
e lievitiamo la crescita umana offrendo un itinerario
di evangelizzazione e di educazione alla fede.
Evangelizzare è portare la Buona Novella di Cristo in
tutti gli strati dell'umanità per trasformarla
dal di dentro.
L'evangelizzazione dunque è un processo
complesso che comprende diversi elementi (rinnovamento
dell'umanità, testimonianza, annuncio esplicito,
adesione del cuore, ingresso nella comunità,
iniziative di apostolato
); ma l'elemento
centrale è sempre la proclamazione esplicita
di Gesù Cristo come unico Salvatore.
3.
Dimensione vocazionale
Il
progetto salesiano di educazione e di evangelizzazione
ha come centro la persona nella singolarità
della sua esistenza e vuole aiutarla a realizzare
il proprio progetto di vita secondo la chiamata
di Dio (vocazione). Per questo la pastorale vocazionale
è sempre presente, in tutti i momenti,
attività e fasi dell'azione educativa e
pastorale, come il suo sbocco naturale e concreto.
Nell'impegno
vocazionale privilegiamo questi aspetti:
-
il servizio di orientamento rivolto a tutti
i giovani all'interno del discorso educativo;
- la
costante attenzione per scoprire e accompagnare
con iniziative differenziate e appropriate vocazioni
di particolare impegno nella società e nella Chiesa;
- una
particolare responsabilità verso il carisma
salesiano nelle sue molteplici forme, mediante
il discernimento e la cura dei semi di vocazione
salesiana, sia consacrata che laicale, presenti
nei giovani.
Queste tre preoccupazioni si sostengono e si
completano a vicenda e costituiscono lo spazio
della pastorale vocazionale salesiana.
4.
Dimensione associativa
Il
cammino di educazione ed evangelizzazione della
Pastorale Giovanile Salesiana ha nell'esperienza
associativa una delle sue intuizioni pedagogiche
più importanti.
Il
Sistema Preventivo richiede un intenso e luminoso
ambiente di partecipazione e di relazioni amichevoli
e fraterne; un modo comunitario di crescita umana
e cristiana, vivificato dalla presenza amorosa
e solidale, animatrice e attivante degli educatori;
favorisce, quindi, tutte le forme costruttive
di attività e di vita associativa, anche
come concreta iniziazione all'impegno comunitario,
civile ed ecclesiale.
La
dimensione associativa, espressione della dimensione
sociale della persona, è una caratteristica
fondamentale dell'educazione ed evangelizzazione
salesiana; in essa il gruppo giovanile non è
soltanto un mezzo per organizzare la massa dei
giovani, ma soprattutto il luogo del rapporto
educativo e pastorale dove educatori e giovani
vivono la familiarità e fiducia che apre
i cuori, l'ambiente dove si fa esperienza dei
valori salesiani e si sviluppano gli itinerari
educativi e di evangelizzazione, lo spazio dove
si promuove il protagonismo degli stessi giovani
nell'impegno per la loro formazione. 
IL
PROGETTO EDUCATIVO-PASTORALE: UN PROCESSO UNITARIO
Le
quattro dimensioni del Progetto Educativo-Pastorale
costituiscono una unità dinamica, un processo
unitario, che incontra i giovani nel punto in cui
si trovano, in attento ascolto delle loro domande
e aspirazioni, valorizza il patrimonio che ogni
giovane porta con sé, offre loro un ambiente
educativo carico di vita e ricco di proposte.
A partire da questo incontro
-
li stimola e accompagna a sviluppare tutte le
loro risorse umane e a far emergere le aspirazioni
profonde fino ad anelare al trascendente (dimensione
educativo-culturale),
- li orienta verso l'incontro con Gesù Cristo,
l'uomo perfetto (dimensione dell'evangelizzazione
e catechesi),
-
matura in loro una responsabile appartenenza sociale
ed ecclesiale (dimensione dell'esperienza associativa),
-
li guida alla scoperta della propria vocazione
nell'impegno di trasformazione del mondo (dimensione
vocazionale) secondo il progetto di Dio.
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